Ti ho vista ieri,

niente di che, è stato per pochi secondi, mi ha fatto piacere però. Vedi come cambiano le cose: ho scritto che mi ha fatto piacere. Perché poi il tempo deruba i dissapori al passato e tornano in mente quelle follie che io e te condividevamo anni fa e che tanto ci facevano ridere. Non ho idea di come tu sia diventata, quanto è rimasto di quello che eri, se la vita che vivi è come la desideravi, almeno in parte. Se pure tu hai attraversato evoluzioni di rilievo: provavo troppo rancore per domandarmelo. Ora è diverso. Qui non è andata male, ne sono successe di cose, c’è ancora molto da fare, ma va bene così, in fondo dovresti ricordare meglio di altri quanto mi piace dannarmi l’anima per i  miei progetti. Penso che pure io e te dovevamo e potevamo congedarci in maniera diversa, per rispetto al buono che c’era stato, tuttavia pare proprio che quando arriva il finale non sia possibile. Potevamo fare meglio di così, anche molto prima di arrivarci, ma cosa vuoi, non eravamo perfetti prima e non lo saremo mai. Mi è servito stare male per te, come mi è servito stare male in generale, ovviamente però, per te è stato diverso, non c’era un vero e proprio deterrente – almeno sulla carta – per il quale la nostra storia non avrebbe potuto essere l’ultima ed è stata veramente intensa, forse anche troppo. Le problematiche che sono uscite fuori sono state anche abbastanza sciocche, ci saremmo dovuti tirare fuori, ma come avremmo potuto farlo? Alcune volte mi sono chiesto se ogni tanto sei passata di qua, se ti sei aggiornata sui miei casini, se hai rimpianto qualcosa, se hai letto “tutto quello che resta” (che se ricordi avevo iniziato a scrivere proprio da te), se ti è mai venuta voglia di risentirmi. Domande che non avranno risposta, chiaramente. Al solito sono diverse le cose che non posso scrivere, questo blog è sempre stato più pubblico di quanto non avrebbe dovuto, ma è servito pure lui. Ti risaluto quindi. Ci incroceremo ancora, tu vedrai me, io vedrò te, ci ignoreremo con la solita semplicità. Ma magari con un pizzico di nostalgia in più e senza quella rabbia che oggi non sarebbe giustificabile.

DSC00276

This entry was posted in Gianni D'Ambra, Spiegazioni and tagged , , . Bookmark the permalink.

4 Responses to Ti ho vista ieri,

  1. Indovina says:

    ..ti è mancata più lei o l’ultima?;)

  2. Gianni Gianni says:

    Indovina :

    ..ti è mancata più lei o l’ultima?;)

    Niente, eh? non ti stacchi proprio da ‘sto blog

  3. marina says:

    io l’unica cosa che avrei voluto e che mi sono potuta augurare non avendo avuto diritto di replica,almeno in un primo tempo, è che,per ciò che ci ha legato e ciò che siamo stati,non mi dimenticasse..

  4. Gianni Gianni says:

    marina :

    io l’unica cosa che avrei voluto e che mi sono potuta augurare non avendo avuto diritto di replica,almeno in un primo tempo, è che,per ciò che ci ha legato e ciò che siamo stati,non mi dimenticasse..

    Io non penso ci si dimentichi, non penso sia possibile, alcune storie – pur finendo in maniera rocambolesca – legano per sempre. Pesano le cose non dette, le cose gestite male, ma per il resto il tempo attenua i rancori – così come, ovviamente, i sentimenti – e ciò che rimane è il ricordo del trascorso insieme 🙂 Non ti ha dimenticata, stai tranquilla

Rispondi