Siamo proprio io e te
romanzo finale della trilogia
In scrittura — dieci anni dopo Di questi amori
Dieci anni possono cambiare una vita. Non sempre bastano a chiudere una storia.
Siamo proprio io e te è il terzo romanzo della trilogia di Gianni S.,
iniziata con Quello che resta e proseguita con Di questi amori.
La storia riprende circa dieci anni dopo.
Non nel punto in cui tutto era rimasto sospeso, ma in quello più pericoloso:
quando crediamo di essere diventati altro, e invece qualcosa dentro di noi
continua a parlare la lingua di ciò che non abbiamo risolto.
È un romanzo più adulto, più intimo, più feroce.
Una chiusura di percorso, ma non una resa dei conti facile.
Perché il tempo passa davvero.
Il problema è quello che decide di restare.
Questa pagina contiene solo anticipazioni di contesto sul terzo libro.
Non racconta gli snodi principali della trilogia, non svela il destino dei personaggi
e non rovina le rivelazioni centrali di Quello che resta e Di questi amori.
di cosa parlerà
Siamo proprio io e te: il terzo romanzo della trilogia.
Ci sono storie che finiscono nel momento in cui due persone si perdono.
E poi ce ne sono altre, peggiori, più profonde, più testarde:
quelle che finiscono fuori, ma continuano dentro.
Siamo proprio io e te parte da questo punto.
Da vite cambiate, corpi più adulti, abitudini nuove,
scelte fatte per sopravvivere e silenzi che nel tempo sono diventati quasi arredamento.
Ma alcune domande non muoiono.
Aspettano.
Si fanno più educate, più sottili, più difficili da riconoscere.
Finché qualcosa, o qualcuno, le costringe a tornare in superficie.
Non sarà un romanzo sul tornare indietro.
Sarà un romanzo su ciò che il passato pretende quando ci trova finalmente adulti.
dieci anni dopo
Il tempo non cancella. Seleziona cosa farci pagare.
Dieci anni sono abbastanza per cambiare città, lavoro, volto, priorità.
Abbastanza per costruire una nuova versione di sé.
Abbastanza per convincersi che certe ferite appartengano a una stagione ormai chiusa.
Ma crescere non significa diventare innocenti.
Significa, semmai, non poter più usare l’incoscienza come alibi.
I personaggi di questo romanzo non saranno più ragazzi davanti alla prima frattura:
saranno adulti davanti alle conseguenze di ciò che sono diventati.
E quando una vita sembra finalmente ordinata, basta poco per capire se era davvero equilibrio
o soltanto una tregua ben arredata.
il mondo emotivo
Non più ragazzi. Non ancora assolti.
Il terzo romanzo riprende il mondo emotivo della trilogia da una distanza diversa.
Non c’è più soltanto l’urgenza delle prime scelte, degli amori sbagliati,
delle fughe e delle ferite ancora fresche.
C’è il peso di quello che si è costruito dopo.
Le vite che sembrano riuscite.
Le promesse mantenute a metà.
Le persone diventate necessarie.
E quelle che, anche quando non ci sono più, continuano a occupare spazio.
Mattia
Più adulto, più consapevole, ma non per questo libero.
Il tempo gli ha insegnato molto, tranne come smettere davvero di fare i conti.
Nuovi legami
Il presente porterà incontri, scelte e rapporti capaci di mettere in crisi
ciò che sembrava finalmente stabile.
Vecchie conseguenze
Non tutto ciò che appartiene al passato resta nel passato.
Alcune cose tornano senza rumore, ma con una precisione quasi crudele.
La trilogia
Il romanzo chiude il percorso iniziato con Quello che resta,
portando le ferite dei primi due libri dentro una maturità più scomoda.
senza spoiler
Il cuore del romanzo sarà una domanda semplice. E devastante.
Che cosa succede quando la vita che abbiamo costruito non basta più a raccontarci?
Quando ciò che sembrava giusto comincia a sembrare stretto.
Quando un incontro, una frase, un ritorno o una crepa improvvisa
ci costringono a guardare quello che abbiamo nascosto persino a noi stessi.
Siamo proprio io e te parlerà di questo:
della distanza tra vivere bene e sentirsi vivi,
tra restare fedeli a una forma e restare fedeli a ciò che dentro continua a muoversi.
Ci sono amori che arrivano per salvarci.
E altri che arrivano per toglierci finalmente le scuse.
forma
Una chiusura più intima, più adulta, più meta-narrativa.
Il romanzo avrà una struttura più riflessiva e matura.
Accanto alla narrazione entreranno pagine più astratte,
frammenti, pensieri, ritorni interiori.
Non saranno semplici pause.
Saranno una parte del respiro del libro:
il modo in cui il tempo, la memoria e la scrittura stessa entreranno dentro la storia
senza spezzarla.
La trilogia arriverà qui al suo punto più personale.
Non per spiegare tutto.
Ma per dare finalmente una forma a ciò che, nei primi due romanzi,
era rimasto sotto la superficie.
dentro la trilogia
Prima di Siamo proprio io e te.
Il percorso comincia con Quello che resta,
il romanzo in cui nasce la frattura originaria del mondo di Mattia:
amore, colpa, amicizia, perdita e verità nascoste.
Prosegue con Di questi amori,
secondo capitolo più corale e più adulto,
dove la fuga diventa memoria, la memoria diventa conto,
e ogni personaggio scopre che andare avanti non significa essere salvo.
Siamo proprio io e te arriva dopo.
Quando non si tratta più soltanto di sopravvivere al passato,
ma di capire che cosa il passato ha costruito dentro il presente.
La fine della trilogia. Non la fine di quello che resta.
Siamo proprio io e te sarà il romanzo delle conseguenze adulte,
delle vite che sembrano compiute e invece tremano ancora,
degli amori che non chiedono più soltanto di essere vissuti,
ma di essere capiti.
Dopo Quello che resta e Di questi amori,
il mondo di Mattia arriva al punto più difficile:
quello in cui non basta più sopravvivere a ciò che è accaduto.
Bisogna decidere cosa farne.