Un intermezzo, una piccola pausa

sulla pellicola del tempo di questi giorni. Si rifiata un attimo prima di procedere con il capodanno e annessi e connessi di questo periodo colmo di festività. Gli addobbi rimangono in bella mostra sulle vetrine dei negozi, nelle vie principali, sui terrazzi e nelle case: è ancora e a tutti gli effetti Natale. Chi lo ama, chi lo odia. Chi pensa sia semplicemente e banalmente una festa a sfondo consumistico, chi un momento di riflessione, una reale rinascita. Quale che sia il modo in cui viene vissuto, di certo non passa inosservato. Il walzer dei messaggi di auguri che inondando cellulari, mail e community varie, è un tripudio di doveri più che di piaceri: fa parte del gioco. Si riscoprono persone che credevamo (speravamo?) morte e sepolte eoni fa, eppure sono lì, presenti, con il loro sms a dirti: “guarda che scrollando tutta la rubrica – e grazie ai messaggi gratis – io mi sono ricordato di te e gli auguri te li ho fatti, eh?” E noi, basiti, guardiamo il display del cellulare, quasi nella speranza che sia un sogno – o meglio ancora un incubo e che quanto leggiamo  non sia reale e scompaia chiudendo gli occhi. Il telefono di casa poi che squilla e si manifestano voci che non riesci a riconoscere e che ti spiegano essere parte della tua parentela. Ti sforzi, ma proprio non li riconosci e passi il telefono a qualcun altro in casa che come te fa finta di sapere di chi si tratti. Come detto, il Natale per qualcuno è davvero una rinascita, quindi è quasi normale sentire o vedere qualche zombie. I momenti belli ci sono, comunque. Il pranzo e la cena con le persone che contano veramente, regali del tutto inattesi che ti sfasciano il viso in un sorriso, un Pasticcio che non ti aspetti e che ti sorprende costantemente, gli amici – quelli veri – che non mancano mai e, fortunatamente, qualcuno che è abbastanza intelligente da non farsi ancora sentire. C’è troppa impazienza, troppa superficialità per capacitarsi veramente di quello che si ha tra le mani e questo determina insoddisfazione. Al solito non mi spiego come sia così facile accorgersi della pagliuzza negli occhi degli altri che non della trave nei propri.
Ah, buon Natale!

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