Succede, rimane lì in mezzo al resto e non ci badi o forse semplicemente non vuoi badarci. Poi ci cade l’occhio e non puoi far finta di non vederlo. Spieghi il foglio tra le mani e leggi il totale. Un batticuore,un’extrasistole non considerata. Mi veniva quasi da ridere venerdì, se non fosse stato che non c’era niente da ridere. I sentimenti, quelli, non li freghi mai, peggio che gli esattori delle tasse. Non mi è pesato piangere ieri sera: è stato liberatorio, terapeutico, utilissimo alla causa e l’ho fatto davanti ad una delle poche persone che sapevo avrebbero potuto capirmi. D’altronde salutarsi, dirsi addio era l’ultima voce del conto che avevo giusto appunto aperto. I rimpianti ci sono certo, i rimpianti ci sono sempre, ma la vita è strana e può darsi che questi nel tempo, in un modo o in un altro, verranno assorbiti. Brevi flash di parole e sensazioni rimbombano e non fanno male, anzi, sono una spinta, una molla, la voglia di andare ancora oltre, fare di più e meglio. Le carezze e i gesti di quell’ultimo incontro sono ancorati nel pensiero, mi ricorderanno sempre della bellezza di chi avevo accanto, ma è il momento di andare, ognuno la sua strada e sarà di certo una bella strada, la sento già pronta sotto le scarpe. Ci sono alcune cose non dette, che rimangono sospese nelle spiegazioni che avrei dovuto, ma non era ieri il momento e  ci sono cambiamenti in atto, progetti a breve scadenza ed altre più lunghi da concretizzare e per i quali ora devo realmente correre. Ci sono poi riflessioni su persone intorno che combattono per cose più importanti e alcune delusioni o frizioni che magari si sistemeranno. Chissà. Dunque per correre, ora, devo estraniarmi da alcuni contesti e prendere piede in altri, per tanto il blog non verrà aggiornato fino a primavera inoltrata. Al solito vi ringrazio per tutto l’affetto e, in questo post dei saluti, ringrazio soprattutto Natascia per l’inattesa svolta che mi ha fornito. In quanto a te, sto venendo a prenderti.

“..Le solite scuse, le solite storie:
bugie, speranze a volte l’amore..”
(Noemi – Per tutta la vita)

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One thought on “Qualche conto da pagare.

  1. Non servono sermoni, ne apostrofare di parole e/o concetti. Uno c’è ed è quello che conta. Si va avanti, inizialmente tirando…il tempo, è solo quello che serve. E’ andata, pesa, ma è andata. Solo che prove, che pensi e che senti, significa che sei vivo. Rallegrati perchè c’è chi, queste cose, se le perde.

    Un’altra pagina del tuo libro…dispiace quasi che debba poi finire. See you boy :-

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