Il weekend se ne è andato in fretta,

portandosi via le aspettative e i momenti di calma vera che generalmente durante la settimana vengono meno. Si ricomincia da dove ci eravamo lasciati, gli oggi passati agli ieri e i domani passati agli oggi. Che poi la mia polemica col tempo che passa non credo cesserà mai. Sarà che quando sei un ragazzino non ci fai proprio caso, che in adolescenza sei così preso dal cazzeggio generico dell’età che ti sembra servi solamente per scappare via dalle lezioni, chissà come e quando mi sono accorto che il tempo invece ha un senso e che non è procrastinabile. Ma tant’è. Sabato mi ha fatto piacere passare qualche ora in compagnia di Manuela e Nunzio, era almeno un mese che per i motivi più disparati non ci vedevamo e siamo finiti a  mangiarci una pizza da “Fratelli la  bufala” che ho scoperto essere un franchising. Ieri poi in un momento di pigrizia bradipesca – come non coniare nuovi termini – ho passato il pomeriggio a vedermi su Steel la trilogia di Ritorno al futuro: nonostante siano passati tantissimi anni dalla prima volta che ho avuto modo di vederli, rimango ancora incollato allo schermo come un bambino. Infine questa mattina sono riuscito a dare il romanzo alla ragazza della metro per avere un giudizio non fazioso su Tutto quello che resta: staremo a vedere cosa ne uscirà fuori. Intanto prosegue la stesura di “Di un amore”, la situazione si fa ingarbugliata e perché rispetto al primo sto utilizzando tutt’altro stile (sicuramente più maturo, graffiante, anche per via dell’età dei protagonisti) e perché sono molte storie da portare avanti e far intrecciare fra loro. Speriamo che entro il 2049 riesca a completarlo. Concludo ripensando agli attimi di disagio provati sempre sabato sera in serata. Mi spiace sempre quando succede, perché stare dall’altra parte e prendersi un “no, grazie” anche se detto nella maniera migliore, è sempre un colpo. Buon inizio di settimana a tutti. È tempo di cominciare.

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