Gli strascichi del weekend li porto ancora addosso.

Mi sento un po’ ciancicato. Annalisa parlerebbe della scimmia, io credo sia proprio il bisogno di recuperare energie, ma nemmeno nel weekend a venire potrò farlo. Anche gli strascichi della presentazione fanno capolino nelle giornate. Mi manca stabilità, sono abbastanza preda degli eventi e delle situazioni e non riesco a capire dove andare, cosa fare, quale strada percorrere nell’immediato. Campare alla giornata non è mai stato il mio forte eppure in alcune tappe della vita si rende necessario. Annaspare nei vorrei e non riuscire ad uscirne fuori.
Voltando pagina penso a quanto spesso mi sono portato dietro il pensiero e il ricordo di chi non c’è e non può esserci più come avrei voluto. Quante notti a sperare che le cose prima o poi avrebbero preso una piega diversa. Quei momenti sul cuscino in cui si accende la luce del bisogno, esigenza del desiderio di quel tocco, contatto che non hai, di quella carezza che non arriverà. Girarsi fra lenzuola e coperte, provare a prendere sonno, sonno che non è mai direttamente proporzionale alla stanchezza che si prova. E se chiudere quella porta mi pesa terribilmente, so già che l’alternativa mi avrebbe spinto in momenti di temporanea felicità e nulla più. Alle volte bisogna anche saper dire basta, tuttavia da sognatore quale sono, quando è stato dovuto, l’ho fatto sempre con una certa fatica. Aprire un cassetto, pecettarlo con uno ieri generico e archiviare con la consapevolezza che non vi era altra strada percorribile.
Buon Martedì a tutti.

This entry was posted in Gianni D'Ambra, Romanzi, Spiegazioni, Tutto quello che resta, Weekend and tagged , , . Bookmark the permalink.

2 Responses to Gli strascichi del weekend li porto ancora addosso.

  1. thesweetair says:

    buon martedì a te caro….

    😀

  2. nonscordarmi says:

    @thesweetair

    Grazie :*

Rispondi