Il cielo nella sua densità

alcune volte chiede solo di essere contemplato. Ma quando è sera, ogni stella è un pensiero e ogni pensiero una fantasia bizzarra per quello che potrebbe essere. Venerdì sono arrivato con un pò di ritardo, santa Federica che mi  ha aspettato con la solita pazienza, nella corsa per arrivare dalle nostre parti per le vie di una Roma sempre da cartolina sotto le luci dei lampioni, ho rispolverato i miei primi pezzi, cantandoli alla buona come mi venivano e mi hanno riportato alla sottile malinconia di allora, al significato che avevano per me nel contesto in cui li avevo scritti. Maledetti ricordi. Siamo arrivati poi all’Easton ed è iniziata la serata di Karaoke. Ho cantato tra le altre per la prima volta “mai più come te”, che purtroppo ho semi steccato sul finale (no, non ho rismesso di fumare) ma nel contesto direi che per quanto provi a distaccarmi dallo stile baglioniano, rimane comunque  quello più adatto alle mie corde vocali. Sabato pomeriggio poi ho girato come un pazzo alla ricerca disperata dei cavi che collegano il mixer al computer.. ma i tentativi sono stati tutti vani, i negozi di elettronica erano inesorabilmente chiusi.. collegamento quindi rimandato a Sabato prossimo. Più tardi mi sono accordato con Luca e Fulvio per andare a cena da Fabietto, per il primo compleanno della piccola Camilla.. della quale siamo tutti “zii”.. che tenera.. Più tardi ho sentito Stella, come da accordi (o semi accordi, perché io aspettavo notizie da lei, mentre lei si è risentita che io non mi ero fatto vivo..) e l’ho raggiunta all’ Old Fashion dove c’erano anche Ele, Ale, Simo, Linda, Cristina e un’altra ragazza di cui ora mi sfugge il nome. Nell’intanto ho anche incrociato Valerio Lauri che non ha mancato l’occasione di abbassare lo sguardo quando mi ha visto. Lui è l’esempio evidente di quanto le donne e l’amore possono cambiarci. E dopo qualche birra accompagnate da chiacchiere e battute e dopo aver perso qualche “pezzo” io, Stelle, Simona e Cristina siamo andati dallo “zozzone” per un panino notturno. Poi io e Stella rimasti soli, ci siamo persi in chiacchiere sotto casa sua, raccontandoci dal dove eravamo rimasti, con le solite, insolite, simpatiche riflessioni sulle nostre vite e quello che ci succede. Mi ha fatto piacere trascorrere quel tempo assieme, soprattutto perché non ci perdiamo mai in disquisizioni banali. Domenica mi sono alzato verso le due e non ho fatto granché, anche per via dello stato in cui ero, un pò di influenza mi ha preso di soppiato senza che potessi accorgermene. Ero tutto sommato stranito non so se gli altri se ne sono accorti o meno (a parte Federica), mi giravano seimila pensieri in testa e cantare e bere è stata la cura per la serata. Felice di aver cantato “a domani” canzone di cui sono follemente innamorato. Ripeterò la cosa. Sono tornato a casa oltre le 3 di questa mattina con una scatola di bottiglie di vino che Andrea (il padrone del locale) mi ha regalato. Per poi dormire tre ore e correre a prendere l’eurostar per Milano. Sono stanco come poche altre volte pieno di fotogrammi strappati al tempo, sensazioni, odori e sapori di questi giorni appena trascorsi che senza meno elaborerò da qui al prossimo weekend.. Passo..

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2 Responses to Il cielo nella sua densità

  1. non sapevo che cantassi,ma quante scoperte piacevoliiiiii, nel cuore di roma.

    un brindisi mattutino ai tuoi sogni intorpiditi.

  2. ciao caro… allora come hai passato la settimana… siamo di nuovo quasi giunti al week end^__^

    un bacione e buona serata!

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