Riporto dal blog di Federica,

quanto ha scritto relativamente al nostro rapporto. Non vi do il link perché fino a prova contraria il blog è personale, ma mi arrogo il diritto di riportarlo integralmente perché nella sua praticità questo post è diretto espressamente a me.

Tutto iniziava con un concerto, un compleanno, un computer che permette di oltrepassare la barriera reale della nostra vita: la distanza. e tra giochi, risate, discorsi seri ed intriganti vengono spontanee frasi quali “se questa notte tu mi fossi accanto… se potessi fare in modo che Roma non fosse lontana per te…” e con il susseguirsi di scambi del telefono iniziano i messaggi della buonanotte. I suoi “sei sicura che vuoi vedermi?”, “voglio rivederti, domani parto”, “sei una persona favolosa”, “io non chiedo un poco piu di pane, ma che tu ne mangi insieme a me” e cosi via…Lei non voleva cadere nell’infatuazione di un qualcosa che stava iniziando, tiene duri e chiusi nel suo cuore i sentimenti che prova, ma è l’inevitabile sviluppo della vita che non le consente di rimanergli amica. Questo suo essere confusa la spaventa molto perchè sà che non può chiedergli di piu di una semplice amicizia, ma la sua mente (non solo il suo cuore) fantasticano, non le consentono di essere razionale e dire “ascolto ciò che gli altri ti dicono” anche perchè per carattere lei deve toccare con mano la feritae non lascia mai che qualcuno (malgrado sia molto caro) le gestisca le cose. Lei credeva fortemente nel vivere come veniva, passo dopo passo tentando quotidianamente di reprimere quel “soffio d’amore”… Erano per lui solo parole (lei ora lo sà) ma non credeva che alcuni messaggi, azioni, fossero solo di circostanza. E` evidente: una bambina è cadutanel cerchio dell’istinto, delle sensazioni, delle intuizioni sbagliate. Lei vive circondata da battute, risate, derisioni bonarie sulla propria storia, non storia, alla lunga diventate pesanti, patetiche! C’è gente che sà molto  (tutto) gente che intuisce, gente che si accontenta di leggere qualche messaggio sul quale fantasticare… e poi alla fine di tutto c’è la vita che va avanti, che scorre lungo sentieri di tornadi, che diventa come un treno di ricordi. “Quel tempo riporta alla memoria storie passate spezzate sul nascere che invadono il cuore di lui in un battibaleno. Il pensiero di lui è sempre sulla “lei” del passato, ma è giusto così e lei sa che “in fondo solo amicizia c’è tra noi” quindi non puo far altro che dar lui le certezze che gli mancano, il coraggio di prendere in mano la situazione, il coraggio di prendere in mano la cosa per poter rivivere ancora quell’amore. Lui sa che i suoi consigli sono sinceri ed ormai a stento le racconta le cose, forse per evitare di farla soffrire, o forse perchè quel “gioco” è stato bello finchè è durato, ma ormai è chiuso nella cassapanca tra pupazzi e macchinine che non si usano più… Lui avrebbe gestito la cosa in modo diverso, lei preferisce dirgli “forse mi allontanerò” ma accanto a queste frasi lei dice anche “tu comportati come sempre”… lei ragiona, valuta le “mosse” di lui e vede che ogni pretesto è per discutere, x smettere di cercarlo o per evitare la buonanotte la sera! Lei sapeva che ormai era solo abitudine e preferisce la fine di tutto all’ipocrisia ed è consapevole che lui ha cercato pretesti per allontanarla senza prendere “di petto” la situazione. E` vero che lei le disse “mi allontanerò”, ma lui rispose “sei un punto stabile della mia esistenza” e i punti stabili non si lasciano andare, ma sono solo parole, spesso mescolate a frasi di canzoni… Lei è gia rinata, sta male ma vede che la vita è cosi e si rifugia nell’affetto di coloro che la fanno sorridere. Lei non ha rimpianti, ma lascerà le cose andare cosi come vanno, non recupererà nulla! Sarà lui a voler tornare ad avere un’amica se mai vorrà riaverne una perchè se non vuoi perdere una persona confusa sai come fare (a tuo dire) e se l’hai lasciata andare è perchè volevi fosse cosi!

Non ricordo onestamente tutti i dettagli del nostro incipit di conoscenza, come non ricordo tutte le frasi dei messaggi che a quanto pare ho inviato (non vorrei dubitare ma, a mio parere alcuni di quelli citati sono quelli che tu hai inviato a me). Il punto è semplice, sciocco, duro, banale, scontato. Non ho mai chiesto, e intendo davvero MAI, che la nostra amicizia, bella e intensa com’era, divenisse qualcosa di diverso. Mai. Mi reputo una persona onesta, spesso cinica, molto affettuosa, ironica, riflessiva, ma non sleale. I sentimenti, i brividi come amo definirli ora, non sono gestibili sotto un comparto razionale, bensì vivono di vita propria, si avvertono o non si avvertono, per una moltitudini di motivazioni difficile da comprendere. Anche se poi soliamo razionalizzarli per apprendere le motivazioni per una riuscita o per una disfatta, per non ripetere quelli che più tardi chiamiamo errori. Mi ero accorto, chiaramente, che i tuoi occhi non erano più quelli di un’amica, non mi servivano le battutine idiote di qualcuno a farmici arrivare e stavo tentando, giorno dopo giorno, di limitare i danni per quanto poi fosse possibile. Non sono un mago però e nonostante l’esperienza che di solito riesce a farmi evitare brusche cadute, il vortice in cui ero finito non mi permetteva di fare di più di ciò che effettivamente ho fatto: essere un buon amico. Ho apprezzato sempre, ogni tuo gesto d’affetto o di stima nei miei confronti, l’ho valutato sempre con il peso del bene che comunque provo ma non ho mai avanzato pretese che andassero oltre la stima reciproca dell’amicizia. Anzi, se possibile, quando ho potuto, quando avevo capito, ho tentato di tirarmi un pò indietro, distaccarmi un pò, evidentemente, senza ottenere risultati. I tagli netti di solito sono quelli tramite i quali si traggono i maggiori benefici e la vita, anche questa volta mi insegna che è davvero così. Ti sono grato, tanto, hai avuto sempre la pazienza di ascoltarmi, di aiutarmi a riordinare le idee, anche quando pensavo che Stella, che citi indirettamente, fosse nel dimenticatoio nel quale evidentemente mi ero costretto di infilarla. Mi hai aiutato ad essere onesto con me stesso a capire cosa veramente desideravo. E questo non è da tutti, altre persone al tuo posto mi avrebbero fatto continuare a vivere con l’errata convinzione di cui sopra, fino a quando non me ne sarei accorto da solo, perché in fondo se le cose devono accadere, accadono. Ma tu non l’hai fatto e sei stata nobile con il tuo gesto, venerdì scorso sono stato davvero colpito e dalla correttezza e soprattutto, ero contento che ci fossi tu in quel momento, partecipe della mia presa di coscienza. E ora sono qui a una settimana di distanza da tante cose che sono avvenute. Contento dell’aver ricominciato a frequentare Stella, felice che molto sembra si stia appianando nella mia vita, ma dispiaciuto per te, per il male non voluto che ti sto facendo e per altre cose che non serve considerare ora. Ci vorrà del tempo, senza dubbio, non per chissà quale motivo, ma per poter vivere un’amicizia serena come in fondo ho sempre desiderato vivere con te. Sono certo fra l’altro, che sentimentalmente presto avrai quello che trovi, non per darti un contentino, ma semplicemente perché sei realmente una bella persona e in un mondo dove i principi morali corrono dietro i soldi e ad un look convincente sei una rarità. Ti voglio bene.

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One Response to Riporto dal blog di Federica,

  1. utente anonimo says:

    definirei particolare ciò che ha scritto..ti dico solo che chiudere i ponti nn serve a nulla,peggiora le cose poi fai tu le tue scelte! Era solo uno sfogo..e tu lo sai, nn era un rinfacciare cose che nn hai detto o fatto,ciò che hai preso per un’accusa in realtà era solo la descrizione di una mia sensazione..nn ti sto accusando di nulla e nn lo farò mai, venderdì sono stata bene anche io e serena di darti quei consigli nella consapevolezza che un’amicizia la vorrei perchè vali molto come persona!un bacio Fede.

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