L’ultima volta che ho giurato amore eterno è “ieri”,

avevo ventisei anni e un mare di aspettative davanti che il tempo, forse, si è portato via.
Avevo costruito, avevo sperato, avevo creduto e poi un giorno qualunque di un’estate di qualche anno fa, la persona che fino ad allora aveva avuto più  importanza nella mia vita, non mi affrontava e si offuscava dietro un ragazzo di diciassette anni.
Questo post non è figlio del momento in cui questo cursore su word lampeggia, ma di giorni passati a rimuginare, pensare, riflettere su questi trent’anni trascorsi.
Una mattina ti svegli, un mattina qualunque in mezzo a tante che sembrano tutte uguali e scopri che sei grande: solo che nessuno ti aveva avvertito. Sei grande e senti di esserlo e tuttavia non sei  pronto. Vorresti quei giorni indietro, perché lo sai che sono sfumate via occasioni e momenti e situazioni. Quel che mi è pesato di più finora sono appunto i rimpianti. Le parole che non ho detto, i gesti che non ho fatto. Quella distanza che passa fra un pensiero e un’azione. Nascosto dietro ad una timidezza mascherata da sicurezza io non ce l’ho fatta. Non ci sono riuscito ad espormi.
Non sono migliore di altri, ma nemmeno peggiore. Forse non faccio la differenza rispetto alla media come tanti mi dicono costantemente e, tutto sommato, nemmeno me ne importa nulla. L’essere una sorta di artista non è un vanto, anzi è snervante, perché devi sempre esporre pensieri di un certo rilievo, parole forbite, metafore congrue e morali che abbiano una valenza oggettiva. Per quale ragione poi? Per un ritorno in termini di “popolarità” e calore e per questo vezzo mio di fare il cantante e lo scrittore? Meglio l’essere il più anonimo possibile dunque, se non fosse per l’eventuale danaro a riempire casse nel caso tutto finisse nel migliore dei modi. Non ho mai scritto per vendere o per essere letto, ma perché sento di avere qualcosa da dire. Non ho mai cantato per la sopraccitata popolarità, ma perché credo di saperlo fare.
Quando passeggio le strade e mi incollo con lo sguardo sui dettagli ininfluenti e mi accorgo che per me la vita è appunto fatta di questi, mi rendo anche conto di quanti me ne sono sfuggiti: ma io non potevo coglierli tutti. Allora ti tornano in mente le parole dette sottovoce in momenti da brividi con le persone che hai avuto accanto e le richieste implicite che ogni rapporto pone sul piatto. Solo che in quel piatto a volte c’è appena l’antipasto e tutto il resto deve essere ancora servito e non sempre si è in grado di aspettare le ulteriori portate. Perché non è vero che le esperienze insegnano a valutare meglio le cose, no, semplicemente ti aiutano ad evitarle. Io rivoglio l’ingenuità che ho perso nel tempo, quella capacità di sorridere a priori, quell’attitudine a sbagliare e nonostante tutto sapermi perdonare.
Magari sono rimasto indietro. Magari dovevo fare come altri coetanei che si sono sistemati alla prima occasione e hanno già una famiglia, dei figli, un mutuo sulle spalle e dei sogni che si intravedono col lumicino. Non sarei io però, non oggi almeno, mi snaturerei. Tra l’altro non credo che ci sia una normalità assoluta, una verità universale sul come la vita debba andare.
Non ho mai creduto che perché molte persone fanno qualcosa dobbiamo tutti seguire la carovana. Non per essere anticonformisti, ma semplicemente perché ognuno ha un percorso suo soltanto e merita di essere camminato senza alterarlo.
Sono un incastro di molte cose, alcune riuscite, altre meno, ma ho fiducia in me, in quello che penso, soprattutto in quello che sento. E do fiducia. Mi è sempre pesato più l’intentato che la delusione nel caso le speranze riposte non fossero corrisposte. Anche se questa volta è diverso, ha un’importanza maggiore.
L’ultima  volta che ho giurato amore eterno è “domani”, avrò trentuno anni e un mare di aspettative davanti che il tempo, forse, non si porterà via.

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4 Responses to L’ultima volta che ho giurato amore eterno è “ieri”,

  1. Francesca says:

    magari è vero…

    magari non ci si rende conto d’ aver visto ancora poco sul “piatto” che una persona può dare…darti…

    la vita a volte è davvero bastarda e davvero fa stare malissimo…

    ma forse non è questo il caso…

    forse per questa volta non picchierà duro…

    forse è vero…c’è troppo da perdere perdendosi…

    (non trovavo parole migliori,se non quelle di uno scrittore,dette-credo-in un momento davvero spontaneo…

    come citazione è davvero perfetta…chissà perchè…!)

    il tuo indice “fiducioso” 🙂

  2. nonscordarmi says:

    …d’altronde ogni cosa che dico dev’essere giusta a priori! 😉

    Scherzo, scherzo e sono sorpreso – positivamente s’intende – di come ricordi certi passaggi, certe argomentazioni. E` vero e` dura dare fiducia quando il passato ha un peso specifico e ci segna poi nel proseguo. Quello che volevo dire tra inizio e fine e` soprattutto che si puo` ancora sperare, non e` finita finche` non e` finita. Il percorso e` ancora lunga, non puo` essere costantemente bastarda questa vita. E poi concordo con il liga, che l’amore conta e non c’e` un altro modo per fregar la morte.. 🙂

    Un bacio “indice fiducioso”…

  3. NellAnimaMia says:

    In punta di piedi entro di nuovo tra le tue pagine e leggendo lascio che le parole scivolino piano nell’Anima.

    Aspetto anche io i miei 31 😉

  4. nonscordarmi says:

    Ben ritrovata 🙂 Beata tu che non ci sei ancora arrivata :*

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