Ho appena cenato,

ma tra un po’ riscappo, non c’è pace questi giorni, cioè credetemi sono contento di avere cose da fare, ma un attimo per organizzare la vita devo riuscirlo a trovare.
Spero stiate tutti bene, più o meno ci siamo sentiti oggi. Questa sera ho messo al giusto posto uno di quei cavilli che escono alla fine e te ne accorgi solo all’ultimo momento. Ma va beh è già passato. Ho ricaptatato alcuni vecchi pezzi degli Articolo 31 e quindi stasera si cambia base, magare ve la ricordate, oggi mi torna attualissima. Ci si sente o questa notte o domani, buon proseguimento di viaggio a tutti.

Sei un’altra cosa che ho perso,
che mi è scivolata, che mi è caduta,
io c’ho provato ma non ti ho tenuta.
Va bè pazienza,
credimi posso farne senza,
sei già un ricordo in dissolvenza
e noi fai differenza,
con tutto quello che ho perso senza rendermene conto,
come ogni volta che perdo un tramonto e il giorno dopo affronto lo stesso,
magari piove come adesso e ho perso l’ombrello ed il cappello
ma il bello è quello,
è il duello che ogni minuto ho fatto con la vita
quando la sorte mi si è accanita contro
e pronto dovevo trovare veloce una via di uscita,
procurandomi qualche ferita
che non si chiude e ancora brucia,
ma fa niente
è solo un’altra cosa persa
o qualche volta un’altra cosa data e dopo tolta
all’improvviso, senza preavviso
che rende inferno ci che era paradiso…

Un’altra cosa che ho perso…
Un’altra cosa che ho perso…

Ore passate a misurare dolore
dolore d testa, dolore di occhi, dolore di cuore
dolore di anima, di sangue, di ossa
ma cià non vuol dire che non possa darmi una scossa,
in fondo è solo una scommesa che ho perduto,
una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto
già basta non perdere la dignità
almeno curandola un po’ con un bicchire pieno
come le tue frasi,
adesso tutte perse come un mazzo di chiavi
tu che cercavi parole per farmi capire che eri pulita,
ma per finire poi sei riuscita
a perderle come cento lire
e adesso credimi non ne voglio più sentire
voglio guarire,
guardando l’altra faccia di te che ho scoperto,
pensandoti solo come una cosa che ho perso…

Un’altra cosa che ho perso…
Un’altra cosa che ho perso…

Ho perso treni, aerei, più di una volta il portafoglio,
ho perso indirizzi, soldi, ma mai l’orgoglio,
il che è uno sbaglio se mi fa perdere l’autocontrollo
però non mollo, c’ho fatto il callo e resto in ballo…
E’ un’altra cosa uscita dalla mia vita,
che presto o tardi verrà sostituita,
in un futuro dove tu sarai passato remoto, cancellato, dimenticato,
sarai una foto,
buttata sul fondo di un cassetto chiuso,
coperto da qualche maglia che non uso
e disilluso,
ci proverò ad odiare,
se non ci riuscirò mio malgrado dovrò amare,
ma mai come cura per un vuoto da colmare
e non mi scrivere, non mi chiamare, non mi pensare,
perché da oggi un’altra cosa cerco
e sono certo
sarà diverso,
da quella cosa che ho perso…

Un’altra cosa che ho perso…
Un’altra cosa che ho perso…

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