Fuori è buio,

le giornate si sono definitivamente accorciate. La settimana lavorativa è terminata e finalmente è arrivato un altro weekend. Eppure non mi risparmio, no. Ieri sera sono stato al One for all, le grazie della cameriera, ho visto, non passavano inosservate. Nunzio e Manuela e una vita da sposati annunciata con e le rincorse finite, l’appagamento trovato. Sia chiaro, sono felice per loro se questo è quello che loro desiderano. Ma io ce la farei a dire sì, questo amore è per sempre? No perché è vero che ho creduto con più di una persona non ci saremmo lasciati, ma forse dipende dalla persona che abbiamo accanto. Quando scherzavo con gli amici, quando dicevo loro “se mi metto con questa la sposo, vado a vivere con lei.”
Ma era un gioco, il gioco di chi si sta innamorando invaghendo e che considera la persona che desidera, difficile da prendere, da far fermare, da trattenere. Come se in mezzo alla strada, decidessimo di rallentare il flusso delle persone che corre a casa o in ufficio cercando di vendergli una pentola. Impossibile? A volte no. Ma sto sviando, sto andando a parafrasare la mia vita, come di solito mi succede e invece il punto è un altro, quando si è pronti per una vita di coppia reale, con una casa, un distacco dalla famiglia e un futuro solo a due?
In qualche situazione, sulle ali dell’entusiasmo, stavo per cedere completamente alla tentazione di farlo e a conti fatti non so se sia stato un errore o meno. Con il senno del poi però. conosco i difetti delle persone incriminate e mi dico “ok, se queste erano loro, è andata bene”, ma chi può dirmi che se avessi continuato sulla strada di una convivenza non avrebbe funzionato?
E allora eccomi lì con Camilla, monolocale a Fiumicino, lavoro ancora per la Meridiana e non andrò mai a Milano, perché non ci lasceremo, non in quel momento almeno.
Lei sarà fissa al comune e farà una comoda vita, lavorando poco più di mezza giornata, con Sabati, Domeniche e festivi tranquillamente liberi.
Io sarò turnista, seguirò i voli come rampista sotto bordo e non sarò libero nemmeno a Natale, dovendo dare priorità ai colleghi più anziani.
La mattina mi alzerò presto per andare a lavoro o viceversa, farò tardi se avrò lavorato di sera. Lei invece si alzerà sempre alla stessa ora e fare colazione insieme, senza il sacrificio di uno dei due, sarà improponibile. Le volte in cui farò la sera, le farò trovare la cena pronta e magari un fiore a ricordarle che, nonostante tutto, lei è nei miei pensieri. Ma non basterà, perché quando farò molte sere di fila, si sentirà sola, troppo sola e ricorderà persone e situazioni che le sono sfuggite di mano. Si tranquillizzerà, quando la notte rientrerò in casa e l’abbraccerò da dietro nel letto e faremo l’amore, ma sarà un tira e molla interiore, specie quando io dimenticherò o sarò troppo stanco per lasciare la cena o un pensiero per il suo rientro. Per indole non è mai stata una persona fedele nei momenti di insicurezza e presto o tardi, incontrerà qualcuno che sarà presente al momento giusto e dirà la cosa che io mi ero scordato di dire, proprio quando era giusta dirla. Quel qualcuno magari poi sarà un suo ex che non aveva mai accettato di essere tagliato fuori e sarà ancora più agguerrito. Lei mi cercherà, mi farà capire che ha bisogno d’amore, di attenzioni maggiori, ma forse in quel momento non sarò pronto a procacciarne o semplicemente non mi accorgerò della gravità della situazione, credendo, che tutto si sistemerà come sempre.
Ma non è mai come sempre. Ogni rapporto ha un ciclo di alti e bassi e le persone all’interno di questi si allontanano e se non sono convinte che la persona che hanno accanto sia quella giusta, non sempre ritornano e a volte anche se lo fanno, lo fanno per la paura di restare soli. Poi a letto magari saremo più distanti, lei sarà fredda e penserà che io non la desideri, mentre magari sarò solo stanco ed io penserò che abbia un vero mal di testa, non come la solita scusa e che presto rientreremo nei nostri schemi. Ma questa volta non accadrà e probabilmente al primo imprevisto, lui sarà pronto a colpire ed io troppo distante e pieno di fiducia per intervenire. La scoprirò, come sempre quando si mente. E’ vera la storia delle bugie con le gambe corte e il nostro bel castello di ma, se e forse, probabilmente, si sgretolerebbe.
Siamo nel virtuale più completo, immagino e scrivo in base a quello che ricordo di lei e di quello che mi ha dimostrato. Però l’istinto mi dice che l’esito sarebbe stato lo stesso. Quando una cosa è destinata a finire, finisce. Stay tuned, vado a mangiare. Magari domani simulo un’altra convivenza.

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