Non era semplice

ritrovare il ritmo dopo 4 giorni d’assenza dal lavoro, ma anche oggi sono riuscito a non prendere lo 05 barrato.
Sulla banchina le persone sono aumentate, ormai tutto è tornato a pieno regime, l’estate sta per lasciare il passo, ma è un altro passo quello che mi ha colpito oggi. Quello di Laura. Mi ero reso conto che qualcuna di notevole si stava facendo notare, perché i ragazzi intorno a me, senza riuscire a celare, guardavano tutti dalla stessa parte, ma l’invidia che hanno evidentemente provato quando si è fermata per salutarmi l’hanno nascosta ancora peggio.
Ci sono voluti alcuni secondi perché gli sguardi si incrociassero, perché ci ritrovassimo, perché ogni file della memoria, si sovrapponesse a quelli più attuali. Perché sono passati dodici anni, perché siamo cambiati, nei modi, nelle parole, nei gesti, nei lineamenti, perché io oggi sono un uomo e lei una donna.
Ascolta, chiede, per un attimo la rivedo adolescente, silenziosa, con quel costume nero che esaltava la sua figura, il suo essere bella.
E poi le domande, i ricordi, le situazioni analoghe, entrambi alla fine di una  storia, entrambi siamo stati lontani da Ostia, entrambi a sentirci buffi e anche un po’ imbarazzati, per come ci si perde e come ci si ritrova. Poi ci si aggiorna, si ride, il tempo passa e non passa, non capisci se stringe o è troppo. Poi l’errore, il mio.
“Allora ci rivediamo tra dieci anni Gianni?” Mi ha domandato giocosamente lei…
Lapidatemi.
Ho risposto: “no dai, io sono tutti i giorni qui alle sette e quaranta, quando vuoi mi trovi….”

MA PORCA PUTTANA!!!!!!!!!!!!!!!

MA COME CAZZO HO FATTO A NON LASCIARLE IL NUMERO!?

Vado in castigo, Buonanotte.

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