Prensente, forse un po’ assente

con i pensieri, ma di nuovo qui, si ricomincia. È  un discorso di distanze tra quello che c’è e quello che non c’è. Giornate al limite dell’impossibile, dove vorresti chiudere la porta e tagliare fuori il resto e non sempre riesci. Appartenente al clan dei sensibili, di quelli che pensano, non per scelta, ma per istinto. E il tempo è una serie di incisioni su una strada, come cicatrici e rughe sulla pelle, come alberi al passaggio e le foglie che si perdono sono un po’ di me che se ne va. Rifiatare, una boccata d’aria. Aria  non nei polmoni, ma nelle vene al posto del corso del sangue che facilmente si fa amaro.
Le cose arrivano per chi sa aspettare ha scritto Stella, forse è così, ma cosa mi dovrei aspettare? E mentre scartabello l’archivio personale dei miei vorrei, mi vado a prendere un semplice caffè.
Presente, forse un po’ assente con i pensieri, ma di nuovo qui, si ricomincia.

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