Limitless

Cosa riusciresti a fare se potessi sfruttare completamente le tue capacità mentali? È questo il tema portante dell’intera produzione di Neil Burger, ovvero l’assenza di limitazione fra pensiero e realtà, dove ogni cosa è possibile. Il protagonista, impersonato da Bradley Cooper, nullafacente e scrittore solo nei desideri, si ritrova tra le mani una pasticca in grado appunto di amplificare ogni potenzialità della sua materia grigia. Seppur titubante, cede alle lusinghe delle possibilità che gli sono offerte e ingerisce la magica pillola. In brevissimo tempo scrive il romanzo, diviene un asso della finanza e allarga a dismisura le sue possibilità sociali. Il prezzo da pagare però, è l’inevitabile dipendenza che la sostanza esercita e la paura di poter tornare l’uomo senza spina dorsale che era sempre stato, tutto teoria e poca pratica, incapace di badare anche a se stesso. Inoltre, quanto più la sua personalità diviene influente, tanto più si ritrova intorno nemici di prim’ordine. Non voglio, ad ogni modo, snodare la trama che è piacevole e non troppo scontata e che vede anche un De Niro un po’ sottotono nel cast, piuttosto mi soffermerei sull’importanza che una consistente e reale crescita personale possa avere, anche se, in questo caso, enfatizzata per far sì che questa avvenga in poche settimane. Si può essere migliori? Senz’altro. Una visione laterale dell’insieme e un impegno concreto, possono offrirci progressi oggettivi e riscontrabili in ogni traccia o quasi della nostra vita. Volere è potere? Non è propriamente così, tuttavia se non saremo i primi a credere nelle nostre probabilità di riuscita, altri non lo faranno per noi.
In definitiva, è un film per riflettere un po’ sulla visione miope che troppo spesso ci incarta in stereotipi comportamentali.

Non ho manie di grandezza. Ho un’autentica ricetta per la grandezza.
(Eddie Morra – Limitless)

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