La verità è che ognuno pensa a sé,

che tutto al più possiamo spendere ulteriore tempo nel riflettere a quanto ci manca quel che non abbiamo e che non possiamo avere. Qualche volta siamo talmente tanto impauriti che siamo proprio noi a limitarci per non avere quanto desideriamo, bruciando possibilità enormi che poi nel proseguo pesano come macigni per il vuoto che lasciano.
Un peccato dover imparare a conviverci: basterebbe così poco.
Sì, siamo una bella accozzaglia di egoisti che si prodiga a fare finta di amare e volere bene, come se realmente ci interessasse delle esigenze altrui.
Non è una maschera, no, nemmeno è una facciata dovuta: lo facciamo tutti.
Quante volte si compie un gesto senza aspettarsi un certo ritorno per il semplice piacere di dare?
Poche. Proprio poche.
Normale routine: mi sorprende più scoprire le facce sorprese di chi ancora si sorprende.
Che sorpresa!
E vivere giorno per giorno limita i danni, concentra i pensieri sul momento, pone nella posizione di farsi meno domande, di veicolare l’attenzione su quanto si sente davvero, su quello che si ha voglia di fare e tutto sommato mi sta riuscendo bene: se vuoi esserci ci sei, se non vuoi esserci non ci sei. Non ho alcuna esigenza di rincorrere nulla, la libertà di essere liberi e non vincolati dai timori e dai bisogni altrui.
Mi riesce un po’ meno bene con te, onestamente, non fosse altro che quando parti sulla linea del massacro, per sgattaiolare dal tuo mirino pronto a colpire – giocosamente – e ripetutamente, compio delle vere e proprie evoluzioni: se tu avessi due gambe più lunghe, probabilmente, non riuscirei a gestirla.
Rido.
E la presentazione per “Di un amore“, se i libri arriveranno durante questa settimana, sarà per il 12 marzo, altrimenti, causa il concerto di un amico, slitterà di due sabati. Chi ci ha lavorato conosce i cambi in corsa dovuti per via delle tante cose che mi sono capitate proprio in queste ultime settimane: sono convito che fra quelle righe ci troverete un po’ di voi. Chiaramente alla presentazione sarà disponibile anche la riedizione di “Tutto quello che resta” per chi non l’ha acquistato anni fa e avrà voglia di scoprire il passato dei protagonisti della trilogia, tuttavia, non è necessario leggere il primo romanzo per assimilare il secondo: la parte iniziale di quest’ultimo snoda infatti gli avvenimenti trascorsi.
Ricomincia la settimana e forse questa sarà quella che metterà la parola fine a tutti i guai che abbiamo vissuto in ufficio: ringrazio chi c’è stato costantemente prescindendo un po’ il sé di cui sopra.

Io per te avrei voluto essere
tutto l’amore che non hai provato mai,
tutti i tuoi guai,
le cose che racconterai
a chi avrà avuto il mio tempo senza di te
(Anonimo Italiano – Senza di te)

Avrei voluto mantenere la promessa.

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2 Responses to La verità è che ognuno pensa a sé,

  1. nonconta says:

    Il coraggio Già.

  2. Gianni Gianni says:

    Non soltanto quello, ma questo era piu’ un post sul finto buonismo che spacciamo 🙂

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