La processione dei vorrei

comincia quando un pensiero diventa esigenza, quando un desiderio disturba e decontestualizza, decentra. E allora diventano soste e silenzi, tramonti densi sullo sfondo, parole non dette e da dire, sigarette accese e fumate, sfinite, nelle attese infinite tra fogli di carta da riempire con la grafia delle prime parole che vengono, nella sottile paura che non si realizzino, con quegli sguardi veloci di quando nulla si mette realmente a fuoco. E quello che c’è dentro è qualcosa che ad esternarlo ne laverebbe via la bellezza a quel volere così intenso ed è per questo che a volte lo teniamo per noi, per non svilirne l’importanza. Ci si trova sul palco dell’esistere, le tende si levano e lo spettacolo è soltanto per noi, non è un calarsi nella parte è viverla, è avvertirla in pieno, poiché, è. Non si cerca l’applauso, non vi è il bisogno dei consensi quando avviene. È un po’ l’accettare che la vita abbia avuto senso proprio per il suo andare e portarci nel punto in cui ci troviamo. Ed è vero che la distanza e la lontananza non sono necessariamente sinonimi, lo è di più sapere che non avevo idea ci fossi e che mi avresti colpito così, che avresti lasciato un segno pur non volendo, alla stregua della protagonista del mio primo romanzo. E se tutto questo non andrà in porto, questa volta, se i giorni avranno comunque il sapore della tua assenza, se sarai stata soltanto il colore del tempo che non avrei immaginato, saprò accettarlo, perché nel tuo essere come sei, mi hai evidenziato di quanto sia sempre più importante il dopo rispetto al prima.

Grazie per avermi rubato i pensieri.

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2 Responses to La processione dei vorrei

  1. Sabrina says:

    Bellissima la metafora del palco, bellissimo e vero che un desiderio intenso diventa il centro di tutto..
    Solo una domanda.. Perché hai paura che non andrà in porto con lei?
    Buona giornata..

  2. Gianni Gianni says:

    Ciao Sabrina,
    grazie per il complimento, mi sembrava adatta come metafora: in fondo la vita stessa e’ un palco 🙂 E’ vero che quando qualcosa ci prende davvero, diventa il fulcro di ogni pensiero. Non e’ che ho paura, credimi, e’ che sara’ difficilissimo venirne a capo: alcune partite sono durissime 🙂
    Buona giornata a te!

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