Il sole che filtra dalle finestre,

quel cucciolo di cane che pretende coccole e attenzioni, una colazione svogliata, la prima sigaretta da girare, il caldo che l’imminente estate infila nelle mattine, quella stanchezza dovuta al lavoro della sera prima, il portatile sul letto per passare in rassegna community e siti, quella sfilza di vorrei e non vorrei che ti riempiono i pensieri, con quel modo di somigliarmi e di non somigliarmi affatto, che pensi di sapere sempre tutto tu:
grazie.
Riparti anche tu, dopo una notte accanto a lui, la sveglia in orari scomodi per via dei turni che hai, tu, che vuoi essere al centro e che manifesti la tua posizione, inequivocabilmente forte di quell’ego che hai, l’unica che abbia saputo mettermi in difficoltà, ribattermi colpo su colpo, pretendere e scuotermi nelle vie degli amori infiniti. Non puoi rimanere in disparte, tu che hai pagato per un errore mio:
grazie.
Infine tu, che non ci sei e non ci sarai, che non mi hai creduto e non mi crederai. Che hai fatto tanto per farti notare e altrettanto per nasconderti, che passi nelle canzoni, nelle parole nuove che mi vengono in mente, nei gesti che non hai potuto scoprire. Tu che somigliavi al futuro e che invece sei soltanto passato, tu che sarai un pensiero collaterale e mai centro:
grazie.
E poi voi, voi che non la smettete di credermi, voi che mi scrivete dandomi fiducia, voi che mi subite e che mi appoggiate, che avete i vostri drammi, le vostre storie, le vostre guerre, ma anche le vostre allegrie, le vostre vittorie, quei momenti di gloria in cui tutto sembra alla portata:
grazie.

Ci sarebbero altre cose da dire, ma gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da un triste evento, passate un buon weekend, a Lunedì.

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