Ci sono silenzi da osservare, da fissare con gli occhi,

così densi che appaiono come tangibili. Quelli del mattino quando può capitare di alzarsi prima del solito ed ogni cosa è immobile e il caos della routine ancora distante, quelli della notte quando proprio la notte è venuta giù da un pezzo e si rimane svegli mentre il mondo dorme, dove da lontano riesci a scorgere soltanto vaghi brusii o qualche macchina che corre troppo per le vie. I silenzi di quando a scuola era in corso un compito in classe, quelli che anticipano l’attesa, quelli davanti o dietro un bacio, quelli di fronte ad una carezza, nei respiri forti prima di fare l’amore. I silenzi di quando la vita non gira, di quando tutto sembra stonato, non congruo con quello che dovrebbe essere, di quando non sai cosa dire o di quando aspettare è dolore. I silenzi del telefono che non squilla, eppure è lì, accanto a te, i silenzi di quella voce che è rimasta al passato in quella incapacità di tagliare col passato. I silenzi che ti imponi, quelli dovuti per degli errori, per evitare discussioni. I silenzi sereni, quelli che abbinati ad un sorriso colorano il tempo, le riflessioni, i desideri. E sei lì, con i tuoi silenzi, che presto o tardi saranno rumore e parole e nuove voglie e nostalgie e paure e risate e allegrie tanto a lungo trattenute. Per tutti quei silenzi che non avresti voluto, per quelli che non hai mai capito, per quel cuore miope che pure se non sa vedere lontano, continua a sentire, a provare le sensazioni che gli somministriamo giorno dopo giorno. Perché i silenzi sono soltanto una preparazione.

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6 Responses to Ci sono silenzi da osservare, da fissare con gli occhi,

  1. natascia natascia says:

    bellissimo…..

  2. Filippo says:

    molto molto interessante..
    è un passo del tuo nuovo libro???

  3. Gianni Gianni says:

    No Fil, di quello ho pubblicato raramente qualcosa, sono pensieri sparsi bello mio 🙂

  4. Valerio Valerio says:

    Diciamo a WordPress di mettere anche qui il “mi piace” ? ^^

  5. Valerio Valerio says:

    Quando si dice che i silenzi valgono pure di mille parole, è perchè in quei silenzi si elaborano milioni di parole e concetti. Si arrivano a deduzioni e conclusioni che se le dovessi spiegare, non ce la faresti mai. Per questo, molte volte, quello che si pensa e a cui si arriva in silenzio, non riesce mai ad uscire fuori.

    Ci vorrebbe un traduttore, visto che pochi sanno legge il cuore e gli occhi: gli unici visualizzatori dei nostri pensieri.

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