Bisognava pur ripartire.

Inizio la settimana con un giorno di ritardo, ho preferito riguardarmi ancora per l’inaspettata contrattura: grazie molte a chi se ne è preoccupato, anche se ovviamente non si trattava di nulla di grave. Ho notato non poco accanimento verso queste pagine ieri, segno che ci si aspettava che postassi per questo o quel motivo. Tempo addietro citai il break even, meglio conosciuto agli economisti e ragionieri come BEP (break even point), che non è altro che il punto di pareggio tra costi e ricavi. Allora ero perso in una condizione inenarrabile e che a ripensarci mi fa anche un po’ tenerezza. Oggi ha tutt’altro valore. Oggi sono davvero in pari. Non è stato semplice, non lo è mai, ma a guardare le cose dal punto in cui sono adesso, mi viene sul viso quel sorriso forse antipatico di chi la sa lunga. Non va a me l’Oscar come miglior attore, è intuibile chi l’abbia vinto, d’altronde non sono mai stato abile nel tenere una parte, molto più elementare – almeno per me – lavorare in una determinata direzione per arrivare al risultato prefissato. L’eterna differenza tra l’essere e l’apparire. Quale valore avrebbe – per se stessi – rendersi conto di essere soltanto una facciata, qualcosa di costruito per nascondere quello che si è veramente? A me non interessa l’apprezzamento altrui, non mi curo del se gli altri mi stimino o meno, mi meraviglio quando questo avviene e di conseguenza ringrazio. Perché non faccio le cose sperando in un ritorno, le faccio perché io desidero sentirmi soddisfatto di me. Se provassi la sensazione di non aver tentato tutto quello che avrei potuto, se pensassi di aver impiegato male il mio tempo, se sentissi che avrei potuto fare di più, semplicemente mi scontenterei. Non avrebbe alcuna ragione logica impegnarsi per piacere agli altri se questo non coincidesse col piacere a se stessi. Il filo che avevo smarrito al tempo è stato prima ritrovato e poi definitivamente perso, perché sono assolutamente distante da quelle dinamiche comportamentali. E ora che per ciò che concerne me stesso è tutto come avrei voluto fosse, non rimane che fare quello che per i suddetti motivi ho evitato finora: tornare a prenderti. Il gioco è finito.
Voltando pagina, è qualche giorno che per diversi motivi mi aspetto un contatto da due persone in particolare e sono certo che leggendolo vi sentirete chiamate in causa: non c’è bisogno di rimandare, fatelo e basta.
Ringrazio per il consueto affetto chi fa parte costantemente di questa mia vita incasinata e le ultime parole di questo post vanno a “signora mamma”, l’unica donna che nel bene o nel male abbia saputo farmi impazzire in questi ultimi mesi: non ho mai visto una persona più tenace e di questo devo darle atto.

..Ci sono io e sono qui
perché ora so pretenderti,
far fuori la tua scorta
e fuori dalla porta
sarò ad attenderti così..
(Claudio Baglioni – Io sono qui)

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4 Responses to Bisognava pur ripartire.

  1. ale says:

    ..eccolo il gianni sicuro che mi fa diventare matta!:) è chi penso io?:):) bacio!

  2. Gianni Gianni says:

    Se si tratta di chi pensi tu Ale, non lo so, posso presumere di si` comunque, come presumo abbia capito anche lei 🙂 Bacio

  3. marina says:

    Solo l’esser noi stessi ci permette di arrivare..nel profondo, le maschere cadono sempre a contatto col giorno che viene e che porta con se i bilanci e i contrappesi del nostro agire ma soprattutto del nostro sentire che poco può aver a che fare,se ci pensi con l’apparire..come sai i nodi vengono sempre al pettine e,un consiglio,l’intuizione ci porta sempre sulla via giusta perchè come sai,siamo noi a scegliere,siamo noi a poter cambiare direzione se lo riteniamo giusto..

  4. Gianni Gianni says:

    marina :

    Solo l’esser noi stessi ci permette di arrivare..nel profondo, le maschere cadono sempre a contatto col giorno che viene e che porta con se i bilanci e i contrappesi del nostro agire ma soprattutto del nostro sentire che poco può aver a che fare,se ci pensi con l’apparire..come sai i nodi vengono sempre al pettine e,un consiglio,l’intuizione ci porta sempre sulla via giusta perchè come sai,siamo noi a scegliere,siamo noi a poter cambiare direzione se lo riteniamo giusto..

    Credo che il mondo, la vita, sia dei tenaci: maggiormente si lavora per arrivare al risultato, maggiormente ci si sente appagati dalla strada che si percorre. Non cambiare idea, fossilizzarsi su una cosa sola è da sciocchi e soprattutto è inutile, perché chiude porte, non ne apre.
    Ti bacio Mari

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