Avrei potuto pubblicarli singolarmente, questi appunti,

ma ho creduto fosse più giusto lasciarli in un post univoco, visto che sono figli di una settimana che è appartiene soltanto a se stessa, quindi ecco il poco che sono riuscito a scrivere durante i giorni ungheresi.

17 Luglio

È il momento della partenza, Valerio è in fibrillazione come è tipico suo davanti ad una novità e davvero non si tiene, avrà scattato cinquanta foto da che siamo arrivati in aeroporto e in parte mi fa sorridere, ricordandomi una versione di me di eoni fa. Luca, invece, ha passato la notte praticamente in bianco, ha rimesso per via di quello che si è bevuto al compleanno di Loretta ed ha una faccia che è tutto un programma. Infine ci sono io, che provo soltanto tanta stanchezza accumulata e desideri e voglie discordanti: d’altronde è parecchio che non mi fermo per qualche giorno e qualche anno che non vivo una vera e propria vacanza.
I pensieri sono i soliti. Visi vecchi e nuovi si affacciano nella mia vita, anche se per il momento sono soltanto sfondo, in primo piano oggi c’è lei.
 Quando stamattina ho effettuato un backup del telefono e ho visto la foto che non avrei dovuto vedere, beh.. non posso dire che mi abbia fatto bene. Il passato ama farsi notare.
Ho avuto voglia di sentirla, magari inviarle un semplice sms: “sto partendo perché non posso averti, perché devo occuparmi in qualche modo e devi fare parte di ieri, perché devo fare spazio a chi ci sarà dopo di te”.
Non me la sono sentita però, ho valutato che lasciare che il tempo faccia quello che sappia fare meglio, sia la scelta migliore. Non ho idea di come l’avrebbe presa nel caso e, nemmeno, se avesse avuto una qualunque valenza farlo. Mi basta l’indifferenza fittizia o reale che condividiamo, mi basta credere che – alcune volte – le cose debbano andare proprio nel modo in cui vanno. Tanto più che sono stato il primo a non crederci quando era stato il momento di crederci, soltanto che in maniera postuma mi sono ritrovato a provare sentimenti che non avrei dovuto (voluto?) provare. La vita, per quanto mi piaccia e sorprenda, non è di certo una commedia né, tantomeno, un bel romanzo con un lieto fine costante.
Intanto l’aereo è in ritardo e forse un po’ tutto il resto arriva in ritardo, le mie prese di coscienza specialmente.
Un altro paese ci aspetta, peccato che io mi aspettassi dell’altro.

20 Luglio

Milioni di pensieri e milioni di domande e risposte e false risposte. Il terzo giorno  è cominciato pigramente, la stanchezza inizia a farsi sentire, come dico spesso: viviamo più albe che tramonti. Il posto è migliore di come me l’avevano raccontato, pure se alcune leggende metropolitane andrebbero sfatate: probabilmente vengono enfatizzate per vendere meglio turismo. Budapest, offre intrattenimenti di tutti i tipi e soprattutto a prezzi che per noi sono oltre il popolare. Mangiamo senza farci mancare nulla nei risotoranti più in con una spesa minima. L’appartamento, poi, è una sorta di reggia, ognuno con la propria stranza, un mega soggiorno, la cucina e, ovviamente, il bagno. Abbiamo visitato diverse volte la parte storica e il West End, il centro commerciale più grande dell’est Europa, fortunatamente è anche periodi di saldi e al Levi’s store, ad esempio, con meno di 30 euro si possono acquistare un paio di 501. Dopo un sabato sera passato al Disco retrò, abbiamo scoperto ben altri locali, frequentati – per la maggior parte – dalla gente del posto e dire che ci si diverta sul serio, non rende bene l’idea dell’allegria e ilarità generale che si prova.
Prima di andare in discoteca e subito postumo alla cena, ci fermiamo al Morrison’s music Pub per un un drink, per poi contrattare con un tassista per  arrivare nei pressi del Rio, perché nei pressi si trova lo Zöld Pardon, incredibile discoteca all’aperto frequentata da migliaia di persone. Ovviamente, le prime conquiste non sono tardate ad arrivare, ma è nella socializzazione e nella voglia di stare insieme che ho riscontrato il vero piacere di questa vacanza, perché è proprio questa cultura che manca in Italia, troppo bigotti per socializzare come in realtà si dovrebbe, dove anche la donna più brutta sente di avere il diritto di tirarsela e maltrattare il prossimo. Stasera a cena eravamo un po’ giù di corda, qualche fantasma, qualche pensiero pesante, qualche riflessione, d’altronde – non ce ne voglia l’italiano medio – non siamo dei puttanieri venuti qui per fare incetta di donne (tra l’altro, se siete di quest’idea, andatevene direttamente in una casa chiusa, qui le donne vanno conquistate, anche se hanno valori più genuini della loro controparte italiana), ma delle persone che vogliono staccare la spina dal lavoro, dallo stress quotidiano, dai cazzi che ognuno di noi si porta dietro.
C’è chi il cuore lo mette in tutto.

22 Luglio

Domani si riparte, domani il solito breve volo che contraddistingue i miei ultimi viaggi, ci riporterà a casa. Avrei bisogno di un ulteriore tempo distante, di altro fiato da recuperare, ma a differenza di altri paesi – come questo nello specifico – ci sono di doveri ai quali non ci si può sottrarre. E tu sai mancare. lo scrivo nella non accettazione della cosa – non me ne capacito – e con quel filo di disperazione emotiva che mi appartiene e che probabilmente mi rende artista. Non lo so come è accaduto, ma è vera quella storia che ti accorgi che le persone sono importanti proprio quando non le vivi. Un’alternanza di immagini, una sovrapposizione, lei e te, te e lei. Voglia di abbracciarti, forse di controbbattere con te, con quello strano rapporto che abbiamo di scontrarci sulle cose più piccole e convenire – spesso – su quelle più grandi. Mi fai incazzare pure quando ti scrivo, oh, sei pesante. Però poi mi viene da ridere perché ho imparato a conoscere i tuoi modi di fare. Ricordami di picchiarti come ci vediamo. Nel frattempo, la convivenza in alcuni momenti la sento pressante addosso. Anche se le risate si sprecano – dovremmo conservarne per quando saremo di nuovo a Roma – ho – ogni tanto – la mia solita esigenza di solitudine, di stacco analitico, di voler stare con me e basta.
Luca e Valerio sono alle terme, io vago di caffé in caffé, intavolo qualche discorso veloce, se vedo italiani li evito e mi prendo il buono che riesco da un ultimo pomeriggio all’est, con la gente dell’est. Ripenso alle donne che ho conosciuto qui, alle situazioni quasi surreali eppure accadute veramente. Non potrebbe essere sempre così? Non potrebbe essere ovunque così?
Rimane un’ultima notte di divertimenti, un altro spettacolo da presentare e vivere.

23 Luglio

Costa Coffee, un paio d’ore e saremo in aeroporto, un paio d’ore e questi sei giorni a Budapest saranno relegati ai ricordi. Riflessioni scontate: che cosa ho guadagnato, che cosa ho perso, che cosa ho desiderato. Tutto ed il contrario di tutto. Ho visto così tanta bellezza che non ridere in faccia a quegli impropri che girano per le nostre strade pensando di essere chissà chi, sarà un duro lavoro; ho avvertito la dolcezza di chi del nulla fa la propria vita e la povertà di chi pare su questo mondo per caso; ho visto la paura di chi non sa che in un altro luogo avrebbe porte spalancate soltanto per via della propria avvenenza e di chi invece ne ha fatto un mestiere; ho visto poi i miei umori, altalene emotive di fronte alle condizioni incontrate, il piacere e le difficoltà di una convivenza tra amici veri, le strade immobili di notte e puttane pure troppo disponibili; ho visto le mie debolezze una per una e soldi consumarsi con relativa fretta; di te, ho scoperto l’importanza che hai, mentre di te, il peso della tua assenza; ho visto quei miei vorrei che resteranno tali e che continueranno ad esistere ancora per diverso tempo; ho visto un uomo col cuore di un bambino che si sa ancora incantare; ho visto il nocciolo di un mondo che qualcuno ha sputato troppo in fretta; ho visto me.

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4 Responses to Avrei potuto pubblicarli singolarmente, questi appunti,

  1. Valerio Valerio says:

    Solo una cosa era uguale a qui, una cosa che non abbiamo mai avuto il pensiero di guardare ma che se lo avessimo fatto, ci saremmo sentiti meno diversi di pesce in acque nuove: il cielo. Strepitosa vacanza, fatta di assordanti risate e pensieri silenziosi; di filtri lasciati nell’armadio italiano e di una voglia di spendere e spandere che le nostre banche hanno ampiamente apprezzato; di lacrime di tutti i tipi, spese nei momenti meno indicati.

    Una vacanza alternativa in tutto, visto che noi ci distinguiamo sempre 😉

  2. Gianni Gianni says:

    Posso solo che condividere, seppure la stessa cosa la osservavamo da angolazioni ed aspirazioni e forse desideri diversi. Strepitosa vacanza, esatto, strepitosa per intensità, per emozioni, per sensazioni: una di quelle che si racconteranno per anni ad amici, parenti e chissà, un domani a qualche nipote 🙂
    Grazie per il buono di tuo che c’hai messo: that’s great!

  3. Martina says:

    Ciao Gianni e un saluto anche a te Valerio…
    Interessanti i tuoi appunti di viaggio caro Gianni…è molto bello leggere di un’amicizia assoluta poi di questi tempi è qualcosa di molto raro e prezioso!

  4. Gianni Gianni says:

    Buongiorno Martina,
    mi fa piacere sentirti, spero le cose procedano in maniera quantomeno soddisfacente dalle tue parti. Qui il tempo corre. Quest’amicizia, fatta di momenti difficili, è in piedi e, nonostante alcuni periodi no, funziona, quindi è davvero autentica. Ci sono diversità, punti di vista discordanti, ma ci supportiamo sul serio, nel bene e nel male che possiamo 🙂
    Buon mercoledì!

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