Riempi i polmoni  e guardandoti intorno ti sembra che tutto non abbia quel velo di splendore che dovrebbe, che ogni cosa appaia effimera, priva di quell’attrattiva che almeno meriterebbe. Aria, ci sarebbe bisogno di una vera boccata d’aria. Vallo a spiegare quanto vali a questa vita, che quello che sei pesa decisamente di più del ritorno che hai. Vallo a spiegare. Raccontagli delle notti in bianco appese a pensieri che non si sono concretizzati, a speranze che hai lasciato in un angolo a marcire, impolverarsi, nonostante l’impegno e nonostante la voglia. Raccontagli di quante carezze hai regalato, di quanti sorrisi hai mostrato e quanti abbracci hai dato, non per mera convenienza, ma perché lo sentivi, nella certezza del dare per dare. Vallo a dire a chi vorresti che sei la scelta migliore, non capirebbe, non apprezzerebbe, semplicemente perché consapevole di possederti già o nella presunzione di averti già posseduto. Vallo a dire ad un amico che sta esagerando, che potrebbe mille altre strade e sceglie sempre quella sbagliata, ma spesso è inutile, sa già che sarai pronto a perdonarlo ancora e ancora. Vallo a spiegare a un genitore che non sei più quello che eri, che sai scegliere e comprendere per te stesso, che sai gestirti e che vorresti davvero un consiglio ma solo quando ve ne sia davvero bisogno. Ci vorrebbe una boccata d’aria in mezzo ai limiti e alla prigionia che ci imponiamo ogni giorno.
(Gianni D’Ambra – 20 Luglio 2008)

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