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Claudio Baglioni

..e sarà cifra tonda,

di media ce ne capiteranno tra le sette e le nove volte nella vita (con un po’ di fortuna), ma queste son quelle più belle, quelle del dove tutto è ancora possibile e niente è determinato.
Non scrivo dal giorno di “Con voi” e quella sera eravamo noi, così, col sospetto di quel che sarebbe stato, del se la voce parte roca e parte squillante di un Baglioni non inedito da quasi dieci anni mi avrebbe emozionato ancora.
Ecco, io vorrei che fossi emozionata, non per il giorno in sé, non perché oggi è tuo, come ogni giorno dovrebbe esserlo, ma che tu lo fossi per tutto quello che ancora ti aspetta, per tutto l’incerto bello che ancora non conosci e che si trova in ogni domani.

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..e allora tesoro: buon oggi, buon domani, buon tutto quello che viene, ma per ora, soprattutto, buoni 30!!!!

“..una voce (sotto) sogna sottovoce,
la mia voce piano, canta piano e voce
va tutto bene..”
(Claudio Baglioni – Va tutto bene)

Con Voi

Sparare ad acqua in faccia alla malinconia,
baciarsi in bocca una bellissima buglia.

Si snodano i titoli di coda

anche per il 2012 e – come ogni anno – pare sia sempre questo il momento giusto per stilare bilanci e proporre buoni propositi. Non che ne avverta particolarmente il bisogno o lo stacco: domani, per quanto mi riguarda, sarà soltanto il proseguimento di giorni che si inseguono. Eppure, da quel capodanno passato a casa di conoscenti che da allora ho rivisto raramente (chiedo venia), di cose ne sono cambiate molte.
Mi ricordo bene, proprio bene.
Ero lì, inchiodato al passato e sotto una coltre di vorrei che non riuscivo a definire, col cuore ansante e assediato dal peso delle assenze che – incredibilmente – diventavano compagnie e speranze. Ero lì, nell’attesa snervante di una casa che avevo già acquistato, ma che non potevo ancora rendere mia. Ero lì, nelle sere piegate sullo schermo di un Mac nello snocciolare una trama fitta per un terzo e conclusivo romanzo. Ero lì nella rabbia di chi andava, nella felicità di chi arrivava, nelle soddisfazioni che contribuivo ad offrire e conquistare.
E chiedo scusa se non da subito ho capito quel che realmente necessitavo, ferendo nei miei andirivieni. Chiedo scusa se ho posto barriere, preso distanze. Chiedo scusa se non sono più capace ad essere tollerante. Chiedo scusa se le mie scelte – direttamente od indirettamente – hanno ferito.
Chiedo scusa, ma sono contento di quel che è, di quello che – evidentemente – sarà.
E allora buon anno, buon anno a chi ha capito, a chi ha offeso, a chi ha creduto, a chi ha sbagliato, a chi se la gode, a chi soffre, a chi è arrabbiato e a chi se ne frega. Buon anno a chi c’è e a chi ha scelto di non esserci, a chi ha pagato e a chi sta ancora pagando. A chi mi ringrazia e a chi ringrazio, buon anno, soprattutto, a me e a te.

Un anno è un attimo
(Noi no – Claudio Baglioni)

E quando è la fine,

comprendi che non vi è nulla di indissolubile, nemmeno noi due.

Noi morimmo per far vivere altri due.
(Claudio Baglioni – Domani mai)

Ancora qualche ora,

poi rimane alle spalle, come accade per tutto quello che è già stato.
Poi stancarsi in palestra, rilassarsi fra un bagno turco e una doccia a lavare via tutto.
E poi, finalmente, te: non mi viene in mente finale migliore.

Andiamo via soli a chiederci un bacio e rubarne cento,
in mezzo alla strada, con le guance incavate per bere il vento
che smorza le stelle: perché non andiamo a casa?
(Claudio Baglioni – Andiamo a casa)