Ci sono giorni più difficili di altri,

dove le scelte hanno meno tempo per essere ponderate, dove gli ostacoli sono un po’ più alti. In questi giorni ho rimesso in discussione molte cose, interiormente, sentimentalmente, professionalmente, valutando mete e proseguimenti dall’adesso in poi.
Le ripercussioni per la situazione in Egitto, è evidente sugli umori che navigano in l’ufficio: mi sembro quasi un idiota nel voler rassicurare tutti, ma è perché credo che in fondo le cose in un modo o in un altro si sistemeranno, che farsi prendere dall’ansia e dal panico non serve a nulla, che peggiori soltanto la situazione.
Nel frattempo – per non farsi mancare nulla – ho aggiornato il mio Curriculum vitae.
Che economicamente non ci troviamo davanti ad un bel periodo generale, credo sia sotto gli occhi di tutti. La meritocrazia in Italia non esiste, purtroppo si va avanti per conoscenze, bustarelle, quindi è vero che per quel che concerne il lavoro – spesso – ci si debba accontentare di quello che capita.
La fuga all’estero rimane sempre un’idea che attrae.
Sul lato interiore, dopo essermi chiuso per un buon periodo a rimuginare sulle varie ed eventuali, ho valutato atteggiamenti che effettivamente andavano oltre il limite della sensatezza, segno che il mio ego così ben sviluppato, aveva preso il controllo della situazione.
Era stato come osservare tutto dal foro stenopeico di una vecchia macchina fotografica: troppa esposizione e pochi dettagli definiti.
Meglio il contrario.
È servito pure questo passaggio, come tanti ne sono serviti e tanti ne serviranno.
Il cuore, invece, batte e ribatte le sue ragioni, lo ascolto quotidianamente, qualche volta – lo ammetto – vorrei provare ad ignorarlo, ma tant’è che basta un dettaglio, anche minimo, perché scatti e faccia casino.
C’è solo un sorriso, solo un nome, solo una voce che lo accontenta: d’altronde come posso dargli torto proprio io che già razionalmente ne ero certo?
Ogni cosa che conta è nelle pagine bianche del nostro libro che è ancora da scrivere, ma come al solito, hai tenuto l’ultima pagina.

Sono tutte qui come brividi,
tutte dentro me,
le cose da difendere.
Sono tutte qui e la prima rimani tu,
altre non ce n’è
sotto il segno del mio vivere,
le cose da difendere.
(Nek – Le cose da difendere)

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