Protetto: L’ortodossia delle mie ragioni,
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io avevo appena sei anni, tu eri dietro i baffi lunghi ed una fisionomia più magra, io dietro il viso di un bambino con la pelle liscia e il naso piccolo e perfetto, che se non ricordassi quando me lo sono rotto, giurerei che me lo abbiano sostituito durante l’adolescenza. Una stampa ad aghi, che fa impallidire le odierne tecnologie, su una carta a filamenti di bambù. Mi stringi da dietro a strappare al tempo un momento soltanto nostro, che […]
che qualcosa si chiude veramente? Quando il tempo ne ruba l’essenza? Quando un pensiero viene sostituito da un altro? Quando il soggetto diventa complementare? Quando domani è l’opposto di oggi? Quando? Me lo sono domandato molte volte e molte volte la risposta non è stata appagante, perché ho sempre avuto la percezione che per quanto si voglia e per quanto i fatti indichino un termine, un capitolo non si chiuda mai veramente, rimane sempre qualcosa che si trascina – in maniera […]
ed ogni battito è un’emozione, la corruzione della mia ragione, delle abitudini paradossali dei miei pensieri. Qui, in queste extrasistoli che mi rubano il fiato e che mi ricordano del non infinito che stringo tra le mani. Qui, sotto questo cielo un po’ viziato, che si è fatto anelare per mesi e al quale è facile appiccicare i post-it dei miei sogni. Qui, tra le sigarette fumate e da fumare, quando chiudo gli occhi ed il mondo gira proprio come […]
il tempo troppo variabile per un’estate in corso, la pelle bianca che indossi e una porta girevole da dove tu hai scelto di uscire. Quando l’altra notte camminavo sui cornicioni incerti della mia emotività, ho ritrovato l’ultima immagine che ho trattenuto di te, ho ritrovato la tua schiena, la montagna di capelli che porti a spasso e quei passi veloci di gambe belle e corte ad andare dove dovevano andare. Avrei voluto che l’album dei tuoi ricordi non subisse alcun paragone, […]
ma ho creduto fosse più giusto lasciarli in un post univoco, visto che sono figli di una settimana che è appartiene soltanto a se stessa, quindi ecco il poco che sono riuscito a scrivere durante i giorni ungheresi. 17 Luglio È il momento della partenza, Valerio è in fibrillazione come è tipico suo davanti ad una novità e davvero non si tiene, avrà scattato cinquanta foto da che siamo arrivati in aeroporto e in parte mi fa sorridere, ricordandomi una […]
Quello che ho imparato, visto e ascoltato. Ci sono i saluti dell’arrivo e quelli della partenza e sono questi ultimi da considerare oggi: è un arrivederci a presto, un arrivederci a quando avrò utilizzato ogni risorsa per i fini attuali, per tornare poi a spendermi di nuovo tra queste pagine che sono me, ma che sono anche e soprattutto voi. Ho provato a rincorrere il tempo, ma è sempre stato più avanti, sempre più veloce e costante. Non ho avuto […]
così il tempo si porta via i pensieri. Si riaffacceranno, ovviamente. Le nostalgie ci mettono un istante a farsi notare. Un nome, una parola, un luogo, un gesto, una canzone. Perdono di forza però, non hanno la stessa intensità delle prime volte, s’impara a conviverci. Invecchiano pure, incameriamo altri dati, altre sensazioni, nuove riflessioni. Le persone che non c’erano e che ora ci sono, prendono il posto di quelle che sono andate: un via vai di sguardi e voci sconsiderato, […]