Le sigarette mal fumate e buttate,
il tempo troppo variabile per un’estate in corso, la pelle bianca che indossi e una porta girevole da dove tu hai scelto di uscire. Quando l’altra notte camminavo sui cornicioni incerti della mia emotività, ho ritrovato l’ultima immagine che ho trattenuto di te, ho ritrovato la tua schiena, la montagna di capelli che porti a spasso e quei passi veloci di gambe belle e corte ad andare dove dovevano andare. Avrei voluto che l’album dei tuoi ricordi non subisse alcun paragone, […]