C’è un’enorme differenza tra sapere e saper fare.

È lì che si dà origine al confine in cui la praticità si distingue dalla teoria. E un teorico, per quanto conoscitore di una materia sotto molteplici aspetti, privo di esperienza sul campo, si ritroverà a guardare l’oggetto dei propri studi senza intervenire.
Fa meno caldo.
Allo stesso modo il cuore, pur cibandosi di qualunque emozione percepibile, deve essere messo in gioco per capire, capire davvero quello che sta accadendo, quello che si può sentire, non filtrato e tenuto a distanza, bensì lanciato contro il muro e le difficoltà che si parano davanti, succeda quel che succeda.
Si respira un po’.
Avrei voluto vederti non per un motivo specifico, ma per strappare ulteriori immagini al tempo. Per – magari – una carezza che tanto sappiamo quanto facilmente passa attraverso la pelle.
E un tempo volevo accontentare tutti, nelle insicurezze del ragazzino che sono stato – e che in parte sono ancora – col bisogno di approvazione tipico di chi ha paura.
Ho avuto anche paura del buio, ad esempio.
Chiedevo a papà di lasciarmi accesa una luce finché non mi addormentavo e quando finalmente avveniva, paffuto e sognante abbracciato al cuscino, tornava nella mia stanza per spegnerla.
Ci fumo su.
L’amore non lo chiedi, viene da sé, non lo cerchi, è lui che ti trova. L’amore non conosce i compromessi. L’amore è anche rabbia e passione, è anche dolore e allegrie incomprensibili, è anche incertezza, è anche dare e pretendere, l’amore è pure la perdita del controllo della ragione. Non puoi deciderlo sulla base della stima, dell’attrazione fisica, dei buoni propositi, è una chimica.
E io non so amare che così.
Ci ho pensato, ci ho ragionato, forse l’ho sperato, ma non funziona così, non per me almeno.
Quello che sento, vale più di quel che penso.
Quanto rimane? Un mese?

“Ho anestetizzato i miei sentimenti talmente a lungo che ora ho davvero il desiderio di provare qualcosa e non ci riesco. E sai perché? Perché dovunque vada, qualsiasi cosa mi inventi, gira e rigira è sempre con te che mi trovo a fare i conti.”
(Chuck Palahniuk – Invisible monster)

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