Ci eravamo dati il buongiorno come sempre e invece mi ha fregato alla grande. “Amo, mi chiami un attimo?” E ti ho chiamata ed eri a Piazza della Repubblica. Super mega sorpresa. In dieci minuti prendo accordi in ufficio e ti raggiungo contento come un bambino sotto l’albero di Natale a scartare regali. Ti vedo da lontano e ti abbraccio, sei un incanto, mi baci, stringi e non la gestisco, scodinzolo contento e incredulo. E camminiamo, parliamo, siamo uno scambio continuo di tenerezze e decidiamo che un Mc possa fare al caso nostro. Mangiamo tra piccioni e turisti, tra panini e patatine, poi altri due passi, ci sediamo sulla scalinata, coccole e tenerezze, poi piano piano ci avviamo al bar dove la mattina vado di caffé appunto per due caffé e ci fermiamo lì vicino al mio ufficio, mi fa stranissimo vederti nelle mie zone lavorative. Non ci scolliamo per tutto il tempo che rimane, mi pesa terribilmente farti andare via, anche perché davvero non mi aspettavo questa sorpresa. Mi fa impazzire dicendomi che hai sbagliato metro, mi prendi in giro e io mi arrabbio bonariamente e ci sentiamo fin quando non arrivi a casa. E mi godo – come sempre – tutto il bello che mi dai e che cerco di ricambiare come posso. Grazie per l’ennesima dimostrazione verso di noi, sei un incastro.Piazza della Repubblica

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