Una dicotomia necessaria, l’idiosincrasia della ragione,

la certificazione dei sentimenti, l’enciclopedia delle scuse, la fobia della negazione, l’accettazione dell’utopia.
E scopri che sul serio il cuore è un muscolo involontario, ma a non esserlo sono i nostri pensieri, che espressi o meno, si spiegano nella corrente emozionale che ci attraversa nel momento stesso in cui si formulano. E ogni pensiero è una richiesta e quanto più si ramifica al di dentro, quanto più assume – dal nostro punto di vista – il significato di realtà assoluta.
Tuttavia la realtà in realtà – mi sia concesso il gioco di parole – è una nostra realizzazione né più e né meno, che si edifica attraverso un conclave di riflessioni.
Siamo quello che pensiamo.
Possibile? Possibile.
Alcuni di voi avranno letto testi più o meno autorevoli relativi alla legge di attrazione (LOA) o meglio ancora sulla PNL (programmazione neuro linguistica) comprendendo cosa sto provando a sintetizzare in poche righe con questo post.
Cosa accadrebbe se mai fossimo in grado di direzionare i nostri pensieri? Avremmo – semplicemente – la vita che bramiamo.
Lo stato d’animo che proviamo ci indica la tipologia di pensiero che ci attraversa e con un po’ di attenzione, possiamo selezionare quelli che sono inclini alla necessità umorale che desideriamo ottenere.
Un pensiero triste ci porterà indietro un’emozione triste (avete presente le strette allo stomaco? O quei battiti che mancano?), uno felice ci porterà indietro un’emozione irrimediabilmente felice.
Dunque l’equazione si riduce nel portare avanti un determinato pensiero per avere indietro effettivamente un determinato stato.
Quando l’estate scorsa ho preso in mano i primi libri inerenti con un certo scetticismo al riguardo e ho cominciato incuriosito a studiare la materia, sono rimasto davvero sorpreso nel constatare quanto tutto questo fosse riconducibile al quotidiano. Ovviamente, l’applicazione di certe prassi per pulire il nostro inconscio (o sub inconscio) richiedono una certa applicazione e pratica, ma ciò che inizialmente appare come irrealizzabile, a poco a poco prende forme ben definite.
Soltanto ora che sono trascorsi circa cinque mesi, ho inizia a muovere i primi concreti passi.
Chi aveva affermato che volere è potere, aveva effettivamente ragione.

Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione.
(Henry Ford)

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2 Responses to Una dicotomia necessaria, l’idiosincrasia della ragione,

  1. ale says:

    ben tornato gianni!:)
    oggi ho preso il vocabolario per seguirti!:):) un post intricatissimo.. però sono riuscita a capire quello che hai postato.. tu lo hai letto the secret? me lo hanno regalato qualche mese fa e anche se mi trovo daccordo con quanto spiega.. non è per niente semplice seguire un pensiero senza tradirlo! forse se avessi una conoscenza più approfondita della pnl andrebbe meglio.. perchè non ci spieghi come la utilizzi?:)
    buona giornata!:)

  2. Gianni Gianni says:

    Ciao Ale,
    eheh.. oggi ho esagerato, me ne capacito ^^ E’ tutta la mattina che do’ spiegazioni tra termini e contenuti del post. Si’, ad ogni modo, ho letto anche The Secret, pure se e’ evidente che i concetti espressi dalla Byrne siano basilari e di semplice primo approccio a quella che e’ La Legge dell’Attrazione. Tuttavia ho scavato a fondo alla cosa e ho imparato e assimilato davvero molto.
    Per quel che concerne la PNL, e’ un ottimo aiuto per mantenere il “pensiero/desiderio”, la “visualizzazione” e’ fondamentale per alimentarli.
    Prometto che in un prossimo post tornero’ a parlarne e a spiegare in maniera piu’ esaustiva il tutto, il mio era piuttosto uno sfogo ed un ringraziamento ad un qualcosa che c’e’ sempre stato e che non conoscevo e che, infine, mi sta offrendo delle soddisfazioni incredibili 🙂
    Buona giornata a te!:-)

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