Tutte le ansie che puoi provare, sono soltanto ansie e nulla più,

un enorme peccato soffermarsi su di esse, perché ogni problema ha una soluzione e sarebbe più utile considerare soltanto questo.
Eppure riescono a fregarmi, per l’esigenza spontanea che ho di finire nel pratico e archiviarle, ma non è sempre semplice e la testa ci sbatte e risbatte ancora.
Venerdì è stato uno di quei giorni in cui le cose dovevano essere incastrate al millimetro, quindi la vigilia è stata abbastanza tormentata, per poi concludersi con un’ulteriore attesa che si protrarrà sino a domani.
Si perde troppo tempo dietro ai malumori, ai finti pensieri, alle agitazioni spesso sterili, per poi ricordarsi – a volte quando è già tardi – che non ce n’era alcun bisogno.
Sono fasi nelle fasi che richiederebbero una sterzata netta, purtroppo a volte la volontà non è abbastanza.
Dispiace, perché dispiace che il tempo speso in questo modo non sia recuperabile, non c’è una banca che ne calcola gli interessi e lo vedi sfilare via, come un treno davanti alla banchina.
Intanto l’aria è più fresca, l’avevano detto, con i tuoni di stanotte le stagioni confermano il patto del loro alternarsi e l’umidità’ che ha rappresentato il clima nel parlamento dei cieli, è venuta a mancare.
E si ricomincia – o si continua – nell’andare.
A presto.

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