Tu sei quel desiderio

che non dovrei avere, quel pensiero che rimane ai margini e che lo stesso si evidenzia, le parole che non posso dirti per via delle complicazioni inevitabili, la contentezza prima di addormentarmi, la curiosità che non potrò togliermi, la voglia da sopire con la ragione.
Tu, invece, sei la nostalgia di un tempo che non riavrò indietro, di quella precarietà dei luoghi che non sentivo miei, dei giorni in cui ti ho sospirata, delle distanze e delle non comprensioni, di quegli applausi con i quali si chiudeva tutto, della tua capacità naturale di capire come sto dentro.
Tu, ancora, l’esigenza di un contatto, la necessità di un altro abbraccio, di un’altra occasione, il fastidio dei silenzi, delle cose non dette, la mia intimità.
E poi tu, che ci sei sempre stata, che ti ho persa e ritrovata, che mi hai sempre fatto sentire che potessi essere quella giusta, quella dove le cose magari non sarebbero finite e forse è proprio per questo che lo stesso ti ho lasciata andare, per poterti anelare anche domani.
Infine, tu, che sei la bellezza che ogni ragazzo vorrebbe accanto, la dolcezza e il bisogno di sicurezza, l’attesa e la speranza, il mio essere uomo e il saperlo dimostrare.
È proprio brava la vita a creare scompiglio, esodi del cuore che ha sempre strane fantasie, proprio quelle che non ti aspetti, quelle che non supponi e lo stesso mi piace, perché mi sorprende e mi spinge a trovare nuove coordinate, evoluzioni che fino a qualche giorno prima non avrei nemmeno immaginato. È come quando il telefono squilla e dall’altra parte, la voce che ascolti, è di chi non ti attendi e ti colpisce e il viso si spacca in orizzontale in un sorriso.
Anche se il centro non sono solamente sentimenti – i progetti e le mete da realizzare contano stramaledettamente dal mio punto di vista – è altrettanto vero che sono molto rilevanti, fondamentali per affrontare le cose con ancora più entusiasmo.

Il bello è tornato in pieno e il meglio è a due passi da qui.

..Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato,
se non ci sono stato,
se non sono tornato..
(Vinicio Caposella – Ovunque proteggi)

This entry was posted in Amore, Gianni D'Ambra, Spiegazioni, Stranezze and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

8 Responses to Tu sei quel desiderio

  1. Valerio Valerio says:

    E’ la stessa sensazione che si prova quando si sta ascoltando una musica, una canzone che ti trasporta. In quei 3 o 4 minuti scarsi, ci sei solo tu, la musica ed io pensieri che si fermano o che vanno a seconda della melodia. Ad altro non dai importanza, interesse o riferimento. Ti sembra -per un attimo- di staccarti dal resto anche se magari sei già fisicamente isolato. E poi? Poi la musica finisce, il silenzio riprende il suo trono e tu ti senti vuoto e vuoi di nuovo farla ripartire oppure ascoltarne un’altra, perché, a te quel silenzio non piace proprio e ti impoverisce.

  2. Gianni Gianni says:

    E’ che qui la canzone non e’ solamente una: piu’ soggetti, piu’ canzoni e il vuoto non lo hai, perche’ le ascolti tutte e tutte insieme. I silenzi a volte impoveriscono e a volte sono produttivi: un colpo al cerchio ed uno alla botte, andiamo avanti 🙂

  3. Sabrina says:

    Buongiorno Gianni..
    è sempre un piacere leggerti e non posso nasconderti di essere curiosa rispetto ai diversi tu che descrivi..
    So che non è il caso di chiederti i soggetti, ma anche in questo caso penso che sarebbero felici di sapere che hai scritto per loro..
    Ti auguro un buon inizio di settimana..

  4. Gianni Gianni says:

    Buongiorno Sabrina,
    non mi ero accorto del tuo commento, giornata pienissima! Dunque, mi fa piacere di instillare curiosita’, pero’ allo stesso tempo credo sia giusto evitare i soggetti nel rispetto delle loro vite e delle loro cose: per fortuna o sfortuna questo blog e’ letto da parecchie persone che mi frequentano nel quotidiano. Spero che – nel qual caso si fossero invididuate fra quei tu e avessero letto il post – vi si siano riconosciute 🙂
    Buona settimana a te!

  5. Francesca says:

    “Ti ho lasciato andare per poterti anelare anche domani”. Chiudere qualcosa può voler dire lasciarla aperta,non continuarla per evitare che diventi terribilmente normale,una storia qualunque che non può che affogare in una banale quanto snervante quotidianità.Poi la storia diventa mito,fantasma che si nasconde in ogni anfratto della giornata pronto a saltare fuori dal niente,sempre.Ma non è più storia.A quel punto è sogno,è bello,è diverso,è più alto.Non razzola tra litigi,incomprensioni,parole non detto,occasioni perse:vola.E va bene così.

    Grazie Gianni per questa bella panoramica d’amore.
    Il meglio è a due passi da qui.
    Buona giornata!

  6. Gianni Gianni says:

    Buongiorno Francy,
    ben alzata 🙂
    Sai, mi sono pesate tantissimo le porte che ho chiuso, anche quando e’ stato realmente necessario farlo, ancora di piu’ pero’, mi e’ pesato quando non ho avuto il coraggio, il fegato, di aprire, di entrare in nuove vite, nuove condizioni, per quella brutta abitudine che avevo di ancorarmi agli ieri. E si’, a volte si chiude anche per non affogare nel solito conosciuto, nel banale quotidiano, per non deteriorare quell’emozione, per non intaccarla.
    Scrisse Baglioni, in una delle sue perle:

    “Finimmo prima che lui ci finisse (Chi? Il tempo? Il quotidiano?), perche’ quel nostro amore non avesse fine.”

    Grazie a te per avere la sensibilita’ atta a considerare quel che scrivo, decisamente, il meglio e’ a portata di mano: ce lo andiamo a prendere 🙂
    Buona giornata a te, un sorriso.

  7. Francesca says:

    Ci vuole coraggio,per andare a prendersi il meglio.
    E noi siamo giovani e pronti.
    (“Il meglio è a due passi da qui”.Sappi che la tua frase mi è girata in testa durante tutta la mia indaffarata giornata!)

  8. Gianni Gianni says:

    Ehi Francy:-)
    Forse io meno giovane, ma la voglia proprio non mi manca. Mi piace la tua caparbietà, la tua volontà: mantienila.
    (Mi sento quasi responsabile delle tue possibili disitrazioni, no, mento, mi fa piacere che ti sia girata in testa.. Il meglio è davvero a due passi da qui!)

Rispondi