Sono lì in fila sul davanzale dei ricordi,

i barattoli dei vuoti riempiti dalle assenze. Nomi, odori, sensazioni, paure. Gli amori, gli amici e qualche stella che è finita in cielo troppo presto, tutti lì, ordinati e curati. È la tua vita, anche quando qualcosa manca, anche quando qualcosa è ancorato agli ieri, anche se avresti voluto che quei barattoli non fossero lì e non avresti voluto soppesarne l’assenza del contenuto, ma ancora la presenza. Non scegli, nessuno lo fa, impari a conviverci e se ne hai il desiderio, il bisogno di respirare ancora un esserci che oggi non puoi più vivere per molteplici ragioni, ne apri uno e respiri quanto è stato. È l’unica chance, tornare indietro non è possibile, perché anche se qualche protagonista del nostro passato si ritrova più avanti, spesso ha un sapore diverso rispetto a quanto è stato. Magari migliore, forse peggiore, ma comunque diverso. La curiosità di quello che sarà dopo dev’essere parte integrante di ogni giorno, è l’unico dovere verso se stessi: non rimpiangere, vivere. Ma ci sta di voltarsi un attimo, guardare come sia andata finora, soppesare, valutare, portare sugli occhi un po’ di nostalgia, breve. Intanto qui il viaggio prosegue nella molteplicità degli impegni che si susseguono. Tra le idee, non appena terminato di un amore, quello di rivedere tutto quello che resta, aggiungere delle parti che in fase di pubblicazione ho tagliato, correggere alcune parti, farne quindi una sorta di versione integrale. In questi giorni in cui altre persone lo stanno leggendo e mi stanno dando indietro le loro impressioni, nonostante ora mi sembri piuttosto acerbo, privo di quella caratterizzazione che sto utilizzando nel seguito: devo proprio aver fatto un buon lavoro. Le ultime righe sono un rimando all’attimo che passa tra un pensiero e l’azione. Frenarsi a volte è davvero necessario per non mettersi poi nella condizione di doversi giustificare. Fortunatamente io l’ho imparato. È un post breve, ne convengo, ma ho parecchie cose da sistemare oggi. Grazie come al solito per il vostro esserci, mi sento parecchio coccolato.

..scavalca i ponti tra mente e cuore,
la soglia estrema del dolore,
l’orgoglio ed il suo mare immenso
per far capire che ci penso,
che soffro per amore intenso,
che gioco ancora con il vento,
ma non trovo più il bimbo dentro..
..che rido ancora senza un senso
e navigo distratto e attento,
ingenuo, ma con la testa,
o tutto o niente o sempre o basta..
(Tiziano Ferro – Il bimbo dentro)

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