E per tornare,

prima di tutto bisogna andare. Sono stati giorni intensi, di considerazioni utili alla mia causa personale, uno strappo di egoismo rispetto al resto, nessuno escluso e tutto incluso, d’altronde non si arriva mai davvero al nucleo di qualcosa rimanendo su analisi marginali. Mi era servito pure distaccarmi da lei, nelle pause che ci imponiamo di tanto in tanto per mettere a posto le coscienze, per non ascoltare il cuore, consueta apnea razionale. Sbagliando, ovvio. Semplicemente avevo bisogno di comprendere meglio dove e quanto inficiasse e, soprattutto, perché lei per quanto concerne il positivo, riesca a fare la differenza in questo modo. E le risposte sono arrivate ad infilarsi una dopo l’altra e il puzzle composto è ora affisso sulle pareti della mia consapevolezza.
Ora è tutto chiaro.
Vi ho dato tanto di me o, quantomeno, di una parte di me. Ho risposto con entusiasmo e partecipazione al vostro dire dapprima a quelli che erano gli appunti dei miei sentimenti, poi a quelli che erano gli appunti del mio quotidiano, dei miei stati d’animo delle riflessioni sulla vita, sugli amori e ho avuto saldo il pensiero fisso che se dare qualcosa poteva essere d’aiuto, pure quando dare è stato sinonimo di strappare fuori, era veramente giusto farlo. D’altronde ho sempre ricevuto oltre le più rosee aspettative.
Solo che non poteva durare per sempre.
Arriva un momento in cui ti rendi conto che hai bisogno di te, di ascoltarti, di lasciarti andare di rompere determinati schemi dovuti e goderti le sensazioni che soltanto poche e rare persone riescono a permetterti di fare. Perché ci sono lati del nostro essere che sono vincolati ai contesti ed altri – nascosti o imprigionati – che esistono solo se davanti abbiamo persone che ci lasciano essere quello che siamo senza aspettarsi altro per questa o quella ragione.
Non si può vivere per dovere.
So di essere sopra media – perdonate l’ovvia sensazione di arroganza che può trapelare da queste parole, ma avere idea del proprio valore non è necessariamente mancanza di modestia – e so  che chi mi ha intorno spera sempre che io sia lì ad ascoltare, a tendere la mano, a proporre soluzioni e infondere coraggio. Tutto vero, tutto molto bello: è nella mia natura farlo, ma alla lunga stucca dover impersonare un ruolo univoco per accontentare il “pubblico”.
Ho voglia di essere un Gianni scemo o un Gianni dolce, un Gianni sereno di comportarsi come vuole e qui e in tanti altri posti che mi vedono presente, non è propriamente possibile.
Queste righe per dirvi che la risoluzione quotidiana di quello che non funziona come vorreste nelle vostre vite, purtroppo (io direi per fortuna) è dentro di voi e nessun Gianni, Freud, Vasco, Baglioni, Fellini, Palahniuk o chiunque preferiate, può trovarla al posto vostro. Perché il malcontento che provate nasce dalla vostra non voglia di cambiare le cose. “Gianni, ma io sono stata/o piantata 10 volte, non ho un lavoro, i debiti sono tanti, lui/lei non mi considera, mi tradisce”. Credetemi, sono mali comuni, mali di tutti che  possono essere affrontati e superati se davvero dentro vi è la voglia di farlo. Non vi pare puerile puntare il dito contro altri quando siamo noi che dovremmo metterci nella condizione in cui gli altri non possano arrecare danno? Siamo tutti uguali, non costantemente disposti a metterci in gioco, è parecchio più facile lasciarsi trasportare dalla corrente, dalle fortune che il nostro percorso ci snoda davanti. Alla lunga – e qualche volta anche nel breve – però, si finisce per rimanere imprigionati in delle ragnatele e non sapere come uscirne e per quanto io possa spingervi in una determinata direzione, sta a voi tirare fuori gli attributi del caso e superare la salita, l’ostacolo del momento. Questo non è un volervi abbandonare, ma il tentativo ultimo di spiegare che ogni cosa dipende da come la interiorizziamo e viviamo. La perdita di un lavoro – ad esempio – è ovviamente un dramma, ma allo stesso tempo potrebbe essere un’opportunità per accedere ad un altro impiego migliore se con determinazione desideriamo che questo avvenga.
Parole, nulla più e infatti è proprio per queste parole che vi chiedo di fare della vostra vita quello che desiderate, che desiderate davvero, senza più indietreggiare o abbassare la testa davanti alle difficoltà.
Io non sarò mai il vostro psicologo di fiducia: sono semplicemente Gianni.
Dopo le molte mail ricevute, non posso che dimettermi da questa posizione, “rassegnare le mie dimissioni” e se ne avrete voglia, leggerete di una persona finalmente pronta a prendersi tutto quello che per più ragioni ha dovuto tralasciare. Lei compresa.
Buona determinazione e buona concretizzazione di sogni.

N.B. Il blog è completamente ripristinato, vi consiglierei di rileggere l’About me, infatti alcuni di voi hanno pensato che inserendo la password della propria utenza potessero leggere i post protetti, ma non è così, le password per quel tipo di post è fornita manualmente da me.

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6 Responses to E per tornare,

  1. ale says:

    ciao gianni:)
    innanzitutto sono contenta che sei tornato!! bellissima la nuova grafica del blog..! ho letto con attenzione questo tuo post, lo sai ti ho scritto privatamente pochissime volte, però mi dispiace di averti pressato o costretto a consigliarmi… si sente che ne sai tante e viene naturale farti domande..cercare aiuto.. ma non pensavo potesse essere un peso.. immagino perchè non sono la sola a farlo.. io credo che le persone come te devono essere supportate sempre, perchè come hai scritto tu di follia (penso ti riferissi a lei in questo post) ci sono delle rare persone che sanno fare la differenza..grazie di tutto.. buon lunedì!:):)

  2. Gianni Gianni says:

    Ciao Ale,
    grazie per il consueto calore nei miei confronti, sempre piacevole. Ho provato a spiegarmi meglio che sono riuscito attraverso il post: non e’ un problema scambiare due chiacchiere privatamente quando e dove possibile, quale che sia il mezzo, ma vorrei che fosse chiaro che io non ho la possibilita’ di cambiare le vostre vite se non siete voi i primi a volerla cambiare. Diciamocelo, alcune persone – nessun riferimento in particolare – amano in maniera imbarazzante farsi del male, vivere condizioni approssimative per sentirsi vive, anziche’ ricercare emozioni positive e fare leva su queste. Ne ho tantissimi di esempi in merito.
    Buon inizio settimana, ti abbraccio 🙂

  3. ale says:

    grazie per la risposta:):) ..hai ragione quando dici che siamo noi i primi a volere cambiare davvero, anche tu sei cambiato nel tempo da quello che ho letto.. grazie di esserci! ricambio l’abbraccio:):)

  4. Gianni Gianni says:

    Tutti cambiano, Ale: non puo’ essere altrimenti. Cambiamo noi, cambiano le nostre visioni rispetto al resto, cambiano le esigenze, i desideri, i pensieri. Una persona che credevo perfetta da avere accanto, anni fa, oggi non la potrei contemplare nella stessa maniera per via delle mie evoluzioni, ammesso che anche quella persona non abbia fatto altrettanto e lo abbia fatto in maniera consona alle mie esigenze. Un bacio:-)

  5. Sabrina says:

    Ciao Gianni,
    sono passata per caso oggi, non speravo avessi riaperto.. E sono stata contenta di leggere quello che hai scritto, sembra come tu ti sia liberato da un ruolo che non sentivi più tuo..
    Quindi cosa farai adesso? di cosa scriverai?
    Hai ragione quando affermi che certi problemi li creiamo noi e da noi deve partire il recupero, ma non è facile, ci sono molte variabili..
    Sei una persona molto intelligente e molto profonda, non ti conosco personalmente, ma sono contenta di poter leggere di te e mi fa sorridere pensare ad una tua versione “scema”..
    Buona settimana..

  6. Gianni Gianni says:

    Ciao Sabrina,
    piacere di risentirti. Ho riaperto perche’ mi sembra giusto che quanto scritto finora possa essere ancora fruibile a tutti quelli che hanno l’interesse di leggerlo. Per quanto riguarda il proseguo, non ho intenzione di fare assolutamente nulla, scrivere quello che mi va, quando mi va, senza limitazioni di sorta e senza ansie di preoccupazione nei riguardi di chi vive appeso al mio spronare in un certo senso. Ho ben presente le variabili di cui parli, cio’ non toglie che anche quelle possano essere superate con la giusta voglia e determinazione. Infine, la mia versione “scema” esiste eccome 🙂 Credimi, sono molto piu’ leggero in alcuni contesti e con alcune persone.
    Buona settimana a te!

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