E’ molto che non ci sentiamo,

non lo nego, le date parlano chiaro. La scadenza regolare di questo blog negli ultimi mesi è andata a farsi un bel giro. Non sono al lavoro, molti di voi lo sanno, l’influenza ha colpito anche me. D’altronde troppe persone malate intorno, prima o poi dovevo cedere anche io. Mi è dispiaciuto perché in questo periodo in ufficio siamo in “emergenza”, ma non ce l’avrei mai fatta ad andare. Intanto la vita sentimentale a poco a poco mi sorprende, spazzando via teorie e pensieri di mesi in cui tanto rifuggivo e negavo l’esigenza di una storia. Segno che quando incontri una persona diversa o semplicemente che ti permette d’essere te stesso senza condizionamenti di sorta, le belle teorie pragmatiche vanno a farsi una passeggiata. Tutto quel mio bisogno di essere malinconico nonostante i soliti sorrisi ostentati – sono un grande falso mentre fingo l’allegria – diventa allegria reale e da spessore e colore a giorni che non sapevo più riconoscere. Ho perso qualcosa per strada, ho trovato e ritrovato dell’altro, cammino la vita come riesco e a volte incespico un po’. La perfezione non esiste ed io sono un connubio di imperfezioni.
Sullo sfondo di un cielo grigio e di alberi piegati al vento, se ne sta andando anche questo Novembre per lasciare il passo al mese più blasonato dell’anno, quello del Natale consumistico, del Natale dei bei propositi, del Natale dei buoni sentimenti e delle belle speranze. Non so come lo vivrete voi. Ne ho passati di infinitamente tristi e di incredibilmente felici. Quando si tirano le somme non è mai semplice. Quando poi bisogna fare i conti e non tornano e c’è da mettersi sul banco degli imputati e non si può puntare il dito verso terzi, beh, non ti viene da sorridere. Ed è tempo di bilanci, al solito però me lo terrò per l’ultimo giorno dell’anno, questo blog ne è ben farcito. Sarà il quinto o il quarto capodanno che ne stilo fra queste pagine virtuali, anche se molti sono contrari ai blog, a me serve proprio come memoria storica, per specchiarmi nei vari ieri per compararmi con ciò che sono oggi.
Infine due parole sono per voi, per ringraziarvi del solito calore e per ringraziarvi per il libro che è veramente ad un passo dalle 300 copie, numeri, che per un reale emergente come me, sono davvero alti. Non rimane che augurarvi un buon fine settimana, ci sentiamo presto.

This entry was posted in Gianni D'Ambra, Romanzi, Spiegazioni, Tutto quello che resta and tagged , , . Bookmark the permalink.

2 Responses to E’ molto che non ci sentiamo,

  1. ibella says:

    spero ke tu stia meglio….fisicamente..ma sopratutto con il cuore….

    ultimamente sei lontano…per nn dire sparito….nn ho ricevuto tua risposta dall altro lato….ma nn importa…l’importante è ke tu stia bene ora ke hai preso una nuova strada….con persone nuove….

    un abbraccio..a presto

  2. nonscordarmi says:

    @ibella

    Ciao Isa 🙂 E` vero sono meno presente e su msn e qui sul blog, ma cio` non vuol dire che io ci sia meno.. Ci sono fasi che ti rubano piu` tempo e te ne lasciano meno per te stesso, per le tue ‘solite’ abitudini.. Andra’ tutto bene fin tanto riusciremo a guarda il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Ti bacio

Rispondi