Forse è la fretta,

il volere sempre subito qualunque cosa navighi fra i desideri. Ti ho guardata per quel tempo sentendomi inopportuno, fuori luogo, quasi che non avesse senso alcuno il mio essere lì con te in quel momento. Non mi pesava la discussione in sè. Le discussioni sono naturali e possono essere costruttive.
Per quanto si possa essere sincroni e affini, rimaniamo comunque persone diverse, maturate con percorsi diversi. Magari è l’egoismo che nasce con noi e che non perdiamo mai dalla prima volta che ci affacciamo alla vita. Magari è anche l’incapacità cronica di spogliarsi da alcuni ruoli che ci impongono e ci imponiamo per vivere. Avevi ragione comunque, dovevo parlartene da subito, solo che non mi ero soffermato sul “quando”, ma sul “come”. Errore mio di pianificazione, ne prendo atto, come prendo atto della tua capacità di comprendere. Perdona il “morso”, davvero ti mangerei, ma non in senso letterario.

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