L’alba del giorno dopo.

E’ stato bello, davvero, ritrovare amici vecchi e nuovi, affetti che sono rimasti immutati nel tempo, nonostante questo tempo ci abbia allontanato, distanziato, immessi su percorsi di vita assolutamente diversi. Ho vissuto dei veri e propri momenti di difficoltà emotiva, botte di felicità impagabili, che non so come avrei fatto a superare se avessi avuto il cuore debole. Mi spiace per alcune assenze dovute, Silvia in primis, ma le distanze chilometriche non sempre sono facilmente abbattibili. D’altronde senza di lei il romanzo che molti di voi hanno letto o stanno leggendo non sarebbe mai esistito. E’ stata Silvia che nei momenti di difficoltà mi ha spronato ad andare avanti, sempre Silvia che l’ha quasi completamente corretto, Silvia, la prima persona a darmi il feedback sullo snodare della trama. Quindi anche lei si merita i complimenti e tutto ciò che di positivo ieri mi è stato riservato. Il momento del discorso poi è stato “traumatico”. Non sapevo come uscirne fuori, avessi potuto sarei scappato. Non è facile parlare davanti a tutti, non quando è qualcosa di veramente tuo sotto giudizio, dove ti metti in gioco, a nudo e devi avere la capacità di far percepire quello che tu stesso provi rispetto alla vita, rispetto al tuo modo ti intendere la scrittura, rispetto a quello che stai facendo. E poi i vari attimi in cui ho avuto modo di interagire di persona in persona, le domande, il cercare di colmare in quei pochi momenti il gap di anni trascorsi senza vedersi e sentirsi. Con alcune persone è stato più semplice, con altre più intenso. Ma bello, non so spiegarvi quanto. Grazie, ovviamente e sentitamente anche agli amici di tutti i giorni che mi sopportano. Non so cos’altro aggiungere, mi piacerebbe che oggi vi sentiste tutti come me, felici, incredibilmente felici. Grazie di cuore per la fiducia nei miei confronti. C’è sempre bisogno di un sogno da realizzare.

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