Avrei voluto aggiornare ieri sera,

ma poi mi sono perso nei meandri del resto. “Fuori come va?” chiedeva il Liga qualche anno addietro. E non va proprio bene. Sarà che la mattina quando sfoglio Leggo e mi aggiorno sulle ultime del nostre Bel Paese, mica viene tanto da ridere. L’unica sarebbe non vivere la vita ‘fuori’ e rifugiarsi negli affetti e nella consuetudine. Possibile? Forse.
E ieri come un fulmine a ciel sereno, ho sentito la mancanza di Francesca. Si ma non per quello che potrebbe offrirmi Francesca oggi se le cose fossero diverse o di quello che è stato negli ultimi tempi. Ma per quello che era quando è stata la mia Francesca. E purtroppo (?) come tutte le cose passate, quello che è stato non può tornare. È  un po’ un rendersi conto, che il tempo non ruba le persone, ma toglie loro qualcosa che non è replicabile. Immagino ad esempio che quello che ero con Camilla, non era lo stesso di mesi dopo con Elena o Stella o con la stessa Francesca.
Perché viviamo tutti un percorso di crescita, di evoluzione continua. Una trasformazione costante. Forse in meglio, ma questo ci rende differenti. Quindi a me ieri mancava una Francesca non riproponibile, un qualcosa che è stato solo mio e che apparteneva solo a quel tempo.
Poi le routine e le novità si prendono tutti i pensieri e le nostalgie. C’è Manu che torna oggi e che vedrò probabilmente nel weekend. C’è Silvia che è tornata costante e che abbraccerò per le feste Natalizie. E Manuela, Nunzio, Bibby, Ema, Fulvio, Luca per tanti altri momenti. E tutti i miei progetti, sempre in piedi anche se il tempo non basta mai. Buon Venerdì e buon inizio di Weekend. Tutto in un abbraccio.

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One Response to Avrei voluto aggiornare ieri sera,

  1. Ragazza delle melanzane says:

    …Pensieri, pensieri…e per fissarli rubo un pezzetto del tuo spazio (e magari presto provvederò ad averne uno mio :-))

    …pensavo a ieri sera, alla nostra lunga chiacchierata, molto pacifica e di impregnata, in ogni suo gesto, di grande comprensione.

    Vedi, mi trovo a dover ammettere, non senza dispiacere, che sei meno positivo di come ti avevo percepito. Ti avevo attribuito un’aura che non ti appartiene, non ora almeno…in virtù della quale ho pagato tutti i mei piccoli e grandi errori. Ho passato giorni ad esserci incassando tutta la tua rabbia perché ti avevo deluso con una mia superficialità di quindici giorni. Ti ritrovo nelle mie stesse condizioni…e sono giuste e normali e salutari…e le accoglierei solo con tanto calore, se tu non ti fossi autoeletto “Gianni il censore” e non mi avessi accusata di essere -in buona sostanza – falsa…no, questo non lo accetto. Io ho sbagliato a non farmi certe domande, quelle stesse domande che non ti sei fatto tu finora. E allora, cosciente dei miei sbagli, non accetto moralismi da chi ora sbaglia come me.

    Deludente, peraltro, scoprire che per la seconda volta ho sopravvalutato o mal interpretato l’animo di chi avevo di fronte…ti credevo così candido che ho accettato tutta la tua rabbia qualche giorno fa, perché ti credevo assai migliore di me. Scopro che non lo sei. Forse non sei nemmeno peggiore…conosco solamente un fatto: io non ti ho fatto pesare le tue malinconie/nostalgie/mancanze dicendo che allora tutto quel che hai affermato è falso. Dall’altra parte c’è qualcuno che sbaglia e che indaga su di sé per capire gli sbagli, non incolpa gli altri.

    Ti voglio bene, come sempre, e questo è strano, strano che il bene non venga scalfito dalla delusione, strano ma è così.

    manu

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