Lo capisci soltanto dopo, quando il dopo è sinonimo di tardi.

La complicazione non è tanto nell’accettare che qualcosa sia sfuggito, che non avesse i tratti della tangibilità che avrebbe dovuto, piuttosto nell’accettare che sia accaduto. I ragionamenti che ne conseguono sono poi di un’inutilità sconcertante. Eri lì che potevi tutto e non sei stato all’altezza della situazione. Le giustificazioni possono essere molteplici, ma avrebbe senso flagellarsi per quanto non è stato fatto? No, preferisco da sempre evoluzioni diverse, anche più difficili, non certo nella volontà di tornare al passato: le risposte e le rivincite sono tutte davanti.
Eppure ci ho pensato in questo fine settimana, ti ho pensata. Sarà che la Domenica è più indolente degli altri giorni, sarà che da sempre mi piace camminare tra le macerie della fine dei miei amori (le briciole, le chiamavo in passato), sarà che chiedersi come ti vadano le cose sia lecito, sarà che mi è ricapitato tra le mani quel vecchio file di Baglioni, sarà che abuso di tea e infusi più di te, sarà che non credo ancora sia il momento adatto per chi volevo da prima di te o, forse, è come ho scritto qualche post fa: l’amore si fa vivo un po’ quando e come vuole lui.
Eppure è strano, sai? Penso di non aver mai vissuto addio più consensuale, ero sfinito, sfatto, cotto dai tuoi continui processi, tanto che quando è successo e sono sceso dalla macchina – discussione a parte – sentivo di essermi tolto un peso. Di colpo riavevo a pieno la mia vita senza sentirmi pressato in alcun modo: la sensazione di una corda che mi teneva strozzato e che finalmente si era allentata. Quando ti ho messa emotivamente da parte poi, ho anche pensato che il tuo discorso fosse giusto, che sarebbe stato un errore perderci completamente, che avremmo potuto spalleggiarci, forse, avere un dialogo al di là di tutto, che potessi aiutarmi per ciò che sai, per via del tuo lavoro, ma non è andata, qualcosa si è rotto ulteriormente e, un’altra volta, abbiamo fatto lo stupido gioco del muro contro muro. Due zucche troppe dure, le nostre. Antologia delle contrapposizioni. In parte ho ammirato il tuo tenermi testa in ogni condizione, mettermi in difficoltà. Forse è proprio il senso di sfida costante che provavo a mancarmi. Spuntarla, con te, richiedeva un supplemento di impegno. Letto così, sembra quasi siamo stati sempre in gara per qualcosa, ma lo sappiamo bene non siamo stati soltanto questo. E proprio ieri mi è tornato in mente un particolare che non è il caso di scrivere (ho tentato sempre di evitare di metterti in pasto tra le parole pubbliche di questo blog), un fermo immagine di noi che più che nostalgia, mi fa sorridere. Coerente, comunque, sei e rimarrai un Pasticcio e lo sei e lo sarai con chi ti ha o avrà accanto. Ho cambiato tante cose in questi anni, in questi mesi, ma una non riesco proprio a trasformarla, amo vivere le mie malinconie: quando arrivano me le respiro, così che diventino produttive. D’altro canto per me non esiste più il concetto di fallimento, esistono tentativi utili ad arrivare al fine: ognuno dovrebbe avere mete e progetti da portare avanti e sbagliare e imparare di volta in volta per imboccare la giusta strada.
Nell’intanto voglio sperare che le cose ti vadano come desideri, che gli esami siano andati come ti aspettavi e che il tempo con la sua andatura ora lenta, ora veloce, si prenda i dissapori che potresti ancora provare, che il caldo in arrivo non ti sfianchi.
L’ho capito soltanto dopo, di averti amata, quando dopo è stato sinonimo di tardi.

..Farai felice chi ti è accanto,
farai lamore come sai,
ma è vero, giuro, è vero,
non ci riesco a volerti male..
(Pooh – Non dimenticarti di me)

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6 Responses to Lo capisci soltanto dopo, quando il dopo è sinonimo di tardi.

  1. Valerio Valerio says:

    E’ l’effetto ‘elastico’ che ci contraddistingue e che purtroppo non possiamo gestire noi stessi. Arriverà qualcuna che finalmente ne capirà il senso 😉

  2. Gianni Gianni says:

    Non credo che quel libro lo abbiamo letto soltanto noi, peccato che l’elastico allargandosi e stringendosi perde poi la sua proprieta’ 🙂

  3. Sabrina says:

    Buongiorno Gianni..
    Le prime frasi mi avevano messa in difficoltà, perché non capivo cosa intendessi col capire dopo..
    Poi leggo le tue splendide parole e rimango colpita, perché non capisco come qualcosa è stato così intenso si possa perdere…
    Sei convinto che non si possa recuperare in nessun modo?
    Pensi che “pasticcio” legga quello che scrivi?
    Io non credo possa essere indifferente alle tue parole e ai sentimenti che anche se in ritardo hai provato..
    Se un mio ex mi scrivesse cose del genere, sarebbe un vero colpo al cuore..
    Buona giornata!

  4. Gianni Gianni says:

    Ciao Sabrina!
    Dunque, dunque 🙂 La consapevolezza del dopo e’ forse una mezza fregatura, ad ogni modo avrai notato che ho i miei preamboli per arrivare al centro di quanto voglio scrivere.
    Ti ringrazio, al solito, per i complimenti in merito ai miei post, per quanto concerne invece le tue riflessioni, provo a risponderti col massimo della sincerita’ possibile e in ordine:
    – Non penso ci sia nulla da recuperare, perche’ quel rapporto e’ andato un paio di mesi fa, se mai – e questo solo la vita potra’ dirlo – se ci sara’ modo di ritrovarci potra’ esserci la possibilita’ di avere un dialogo, senza di questo, non sapremo mai ne’ chi siamo diventati, ne’ quello che potremmo avere l’uno dall’altra.
    – Non ho la piu’ pallida idea e mi va bene cosi’: tempo addietro avevo aggiunto un plug-in che monitorizzava le connessioni, software che avrei dovuto rimuovere gia’ prima della storia con Pasticcio, perche’ poi ti viene voglia di sapere chi si collega e quando ed entri in un loop infinito di domande che servono solo a farti far male. Allora meglio non sapere, non averne la certezza. Tra l’altro quel plug-in tracciava gli ip in base ai cookie sul computer, quindi bastava eliminare i file temporanei di tanto in tanto per non lasciare informazioni qui sul blog 🙂
    – Il fatto che io abbia compreso di averla amata, non vuol dire che io l’ami ora, dovrebbe darmi scosse emotive che vista la distanza fisica e non, e’ impossibile provare: non amo sulla base dei ricordi, ma magari, il giorno che la rivedro’, risentiro’, scopriro’ che sia addirittura migliore di quella che ho persa e allora riprovero’ certi sentimenti o forse, tutto il contrario: vedremo 🙂
    – Se un tuo ex scrivesse cose del genere per te, valuterai tu in base a te stessa Sabri, siamo tutti diversi e tutti uguali.
    Ti abbraccio, buon piovoso martedi’:-)

  5. Martina says:

    Ho letto un paio di volte il tuo Post…molto bello come sempre….perchè mi capita qua e la leggendoti di vedere me o altre persone che in qualche modo “dopo” hanno un pò espresso in parte i tuoi stessi pensieri…
    Per indole mi fa sempre stare un pò male pensare al passato..alle storie passate ma i ricordi quelli non si cancellano ed è giusto che sia così perchè fanno parte di noi..
    E’ sempre difficile pensare a un dopo..perchè se c’è un dopo vuol dire che c’è stato un prima e almeno per quanto mi riguarda c’è sempre un po di rabbia per gli sbagli commessi in quel prima….e spesso quel dopo è davvero sempre troppo tardi…chissà perchè spesso ci si sente sempre “Fuori tempo”
    I tuoi pensieri sono davvero molto belli…e credo che qualsiasi ragazza ne rimarrebbe colpita anche nel caso in cui quella ragazza si trovasse già nel “tuo” dopo
    Buona serata Gianni…

  6. Gianni Gianni says:

    Buongiorno Martina,
    ti rispondo soltanto ora, ieri sera non ho avuto modo di collegarmi, tra l’altro anche la connessione via cellulare mi ha abbandonato.
    Io credo che dopo, avere un quadro generale piu’ chiaro della situazione sia quasi inevitabile, pure se questo puo’ farci male in una qualche maniera. In realta’ pero, personalmente, ho imparato che quando ho queste prese di coscienza e’ il momento in cui non ci sto piu’ male, dove il ricordo e’ una dolce malinconia, non un dolore da sopportare. Il passato pesa – credo – quando non lo si e’ affrontato e – soprattutto – quando non ci siamo perdonati per gli errori commessi. Perche’ se noi accettassimo l’idea che anche se avremmo potuto fare di meglio le cose sono andate in una certa maniera, allora non avremmo nulla da recriminarci nel poi 🙂
    Prima e dopo, sono i due lati di una stessa moneta, non potrebbero esistere l’uno senza l’altra.
    Mi piacerebbe che il fine ultimo, possa essere quello di avere suddette prese di coscienza nel mentre e non nel dopo, ma credo sia impossibile, per tanto torniamo al discorso di cui sopra: accettare di aver commesso degli sbagli e riscattarsi nel proseguo 🙂
    Non ho certezze su cosa pensino le persone interessate di quel che scrivo, un’idea ce l’ho, ma tanto e’ suscettibile ai cambiamenti in base alle reazioni e non reazioni che ci sono di volta in volta, quindi, anche in questa occasione, vedremo nel proseguo…
    Grazie di esserci 🙂

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