L’amore muore quando la routine prende il sopravvento,

quando il cuore non si emoziona e il tempo ingoia le passioni. Quando un gesto diventa scontato, quando non c’è null’altro da scoprire, quando il dialogo è dedotto e l’urgenza è soltanto un compitino dovuto, quando la coppia è anche sinonimo di sicurezza. L’amore muore pure quando non c’è ascolto, quando non si è corrisposti, quando si viene usati, quando scopriamo la vera natura della persona che abbiamo o volevamo accanto, quando il bisogno è colmato, quando funziona da mangime per l’ego.
Ti guardavo con gli occhi zuppi del desiderio di te, come un uomo che incappa per la prima volta nel mare, che ne aveva sì sentito parlare, ma che non aveva mai avuto l’occasione di perdere il fiato davanti a quell’immensa distesa d’acqua.
Sono gli incontri inaspettati, quelli che un attimo prima non ci pensi e un attimo dopo sono già ricordo, posti alle spalle. Quelli che durano il tempo utile per renderti conto che sono esistiti davvero e non erano un gioco della fantasia. Avevo comunque tanto da dare nell’incapacità di saperlo fare: fosse capitato in un altro presente, sicuramente, sarebbe andata diversamente.
È che io ero in attesa d’altro, un computer di ultima generazione in stand-by che non vede l’ora di essere utilizzato. Un fenomeno in panchina che scalpita per entrare in campo.
Un bambino che un giorno scopre di essere diventato grande.

I feel like I’m casting off my clothes,
and I’m running through the snow towards the sunset,
and I’m always with you
(White Lies – Farewell to the Fairground)

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