Il senso di colpa è molte volte una compagnia ineluttabile

e nasce da un comportamento che ci attribuiamo come sbagliato, non in linea con quanto avremmo potuto affinché le cose potessero andare in maniera diversa. È subdolo: ti osserva lasciandoti con le macerie intorno degli errori commessi, delle conseguenze alle quali è difficile – se non impossibile – rimediare. Lui in alto, tu in basso. Ride, perché è figlio di quel te che non hai ascoltato e che batte cassa, palesandoti la tua inadeguatezza rispetto a certi momenti vissuti. Quel te che ti guarda quando è tempo di tirare le somme. Quel te che con una smorfia e lavandosene le mani, può soltanto affermare che è stata una tua responsabilità, che non l’hai ascoltato, che quel che fatto è fatto. E l’ansia della scorrettezza che ti sei autoinflitto. Si snoda sotto la pelle, tra i ricordi, tra le tue nostalgie, nei confronti tra quanto è e quanto vorresti che fosse. Provi ad eluderlo, ti immergi in altro, eppure è sempre lì sullo sfondo e non appena ti distrai, eccolo affacciarsi e riprendere la scena. Conviverci non è un’alternativa allettante, d’altronde, e abbatterlo è difficile, tuttavia non impossibile. Le uniche possibilità nascono dall’accettare che non si possa avere un controllo su tutto, che pure se qualcosa è andata male, vi è sempre l’opportunità del riscatto andando avanti, oppure, in alternativa, alzare la testa e cercare di correggere quella porzione di vita che l’ha materializzato. Allora sì, allora è lui chiuso in un angolo, con lo sguardo  basso  e rannicchiato su stesso, inefficace, improbabile e inutile, come tutti quei pensieri che cercano di ferirci e che non arrivano dove vorrebbero, come l’odio di chi non sa accettare di aver sbagliato e tenta – disperatamente – di scaricare su di noi il rancore e la delusione del proprio fallimento.

..vuoti di memoria non c’è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia,
piccolissimo particolare: ti ho perduta senza cattiveria..
(Samuele Bersani – Giudizi universali)

This entry was posted in Gianni D'Ambra, Spiegazioni and tagged , , . Bookmark the permalink.

13 Responses to Il senso di colpa è molte volte una compagnia ineluttabile

  1. Valerio Valerio says:

    e a volte, ci si chiede anche se si è fatto tutto il possibile per far si che altri non abbiano sensi di colpa per le loro azioni. Troppo buoni per pensare di essere totalmente dalla parte della ragione, anche se l’evidenza è un chiaro riflesso di ciò che è stato.

  2. ale says:

    ..ma se il fallimento qualche volta ha toccato anche una persona come te per portarti ad essere quello che sei.. allora gianni sii contento di aver fallito qualche volta.. sei la solita bella poesia..:):) un bacio..

  3. Marina says:

    Penso che non si debba lasciarsi prendere dai sensi di colpa perchè essi sono solo nella nostra mente e ostacolano il nostro agire tanto da,a volte frenare le emozioni che porterebbero, forse, a passi che vorremmo fare..questi sono dettati dalla volontà che in certe situazioni può risultare verità rispetto al vuoto e all’arrestarsi impigliati in quell’attimo che evoca un’eco di paura..Se invece sono reali,in tal caso la paura dell’errore non deve frenarci dal riflettere sull’errore stesso.Non c’è nulla che non si possa perdonare..Chi perdona ha vinto perchè permette alla sua volontà e a ciò che una persona,incontrata sulla propria strada, qualunque cosa abbia significato quell’incrociarsi di sguardi e di destini,sia o sia stato realmente per lei,di decidere di quel legame che li ha cmq ,anche se per un tempo,in diverse modalità,caratterizzati.
    leggerti apre sempre nuovi spunti di riflessione e visuali colorate..dolce notte,ti stringo.

  4. Gianni Gianni says:

    Valerio :

    e a volte, ci si chiede anche se si è fatto tutto il possibile per far si che altri non abbiano sensi di colpa per le loro azioni. Troppo buoni per pensare di essere totalmente dalla parte della ragione, anche se l’evidenza è un chiaro riflesso di ciò che è stato.

    L’evidenza lascia tracce sommarie quando è la fine della corsa, purtroppo. Perché l’evidenza è sempre e solo ciò che si vuole vedere, non quello che realmente è quando nasce da un insieme. Si va avanti per conclusioni sommarie quando i termini sono questi, ma c’è sempre una verità, la nostra.

  5. Gianni Gianni says:

    ale :

    ..ma se il fallimento qualche volta ha toccato anche una persona come te per portarti ad essere quello che sei.. allora gianni sii contento di aver fallito qualche volta.. sei la solita bella poesia..:):) un bacio..

    Ale..
    Sono fiero di essere come sono, pure se mi mi sono ritrovato – a volte – a pagare dei conti che ero certo non ci fossero i presupposti per doverli appunto pagare. Nel bene e nel male, sì, è andata bene comunque. Ti bacio

  6. Gianni Gianni says:

    Marina :

    Penso che non si debba lasciarsi prendere dai sensi di colpa perchè essi sono solo nella nostra mente e ostacolano il nostro agire tanto da,a volte frenare le emozioni che porterebbero, forse, a passi che vorremmo fare..questi sono dettati dalla volontà che in certe situazioni può risultare verità rispetto al vuoto e all’arrestarsi impigliati in quell’attimo che evoca un’eco di paura..Se invece sono reali,in tal caso la paura dell’errore non deve frenarci dal riflettere sull’errore stesso.Non c’è nulla che non si possa perdonare..Chi perdona ha vinto perchè permette alla sua volontà e a ciò che una persona,incontrata sulla propria strada, qualunque cosa abbia significato quell’incrociarsi di sguardi e di destini,sia o sia stato realmente per lei,di decidere di quel legame che li ha cmq ,anche se per un tempo,in diverse modalità,caratterizzati.
    leggerti apre sempre nuovi spunti di riflessione e visuali colorate..dolce notte,ti stringo.

    Io non li ho mai amati particolarmente, anche se c’è chi ne necessità per vivere, per dare un senso al proprio quotidiano, sono sempre stato della scuola del “è andata come doveva”. Anche quando sono stato certo, come ultimamente, che si poteva risolvere in mille modi diversi. Chissà la vita cosa ha in serbo per me, sono decisamente curioso. Il Liga insegna “tu pensa alla salute” e io a quella penso, prevalentemente. Bado alla mia persona, il resto è relativo, davvero relativo.
    E ho perdonato e non perché me l’abbia detto Dio.
    Ti bacio, dolci sogni Mari

  7. Marina says:

    Sono contenta la pensi così..sono contenta tu badi a te..a volte è necessario anche se molte altre,in accordo con i tempi propizi, l’amore sovrasta il senso di protezione che abbiamo nei confronti di noi stessi..non dovremo mai perdere di vista il confine tra il nostro e il suo essere..anche se ammetto che essere innamorati ha il suo lato di sublime coinvolgimento che nessuno potrà ripagare al momento dei saluti..
    e anche se l’amore ci insegna ad apprezzare l’irrazionale..a volte vorremmo un pò di tranquillità e ammetto ancora che è quasi come fossi sotto l’effetto di un’anestetico che fondamentalmente ” ti fa star bene” e che poi quando finisce pensi per un pò “chi me l’ha fatto fare ad imbrigliarmi in questa storia”nonostante il non aver rimpianti ti ripaga di tutto perchè come diceva una canzone è meglio viverla che aver rimorsi..Quel che voglio dire è Nonostante Amare sia complicato di lasciarsi travolgere Ne vale sempre la pena.. 🙂 un baciotto stritoloso..Dolce giornata.

  8. Marina says:

    Mi puoi togliere sto smile che piange coi denti da vampiro?grazie..;)

  9. Marina says:

    E,riguardo al perdono..solo quando lo sentiamo veramente possiamo andare avanti altrimenti non riusciremmo a guardarla neanche in faccia l’altra persona che si trasformerebbe da ogetto amato a “pomo della discordia..”Dio poi..Lui vede tutto..:)

  10. Gianni Gianni says:

    Marina :

    Sono contenta la pensi così..sono contenta tu badi a te..a volte è necessario anche se molte altre,in accordo con i tempi propizi, l’amore sovrasta il senso di protezione che abbiamo nei confronti di noi stessi..non dovremo mai perdere di vista il confine tra il nostro e il suo essere..anche se ammetto che essere innamorati ha il suo lato di sublime coinvolgimento che nessuno potrà ripagare al momento dei saluti..
    e anche se l’amore ci insegna ad apprezzare l’irrazionale..a volte vorremmo un pò di tranquillità e ammetto ancora che è quasi come fossi sotto l’effetto di un’anestetico che fondamentalmente ” ti fa star bene” e che poi quando finisce pensi per un pò “chi me l’ha fatto fare ad imbrigliarmi in questa storia”nonostante il non aver rimpianti ti ripaga di tutto perchè come diceva una canzone è meglio viverla che aver rimorsi..Quel che voglio dire è Nonostante Amare sia complicato di lasciarsi travolgere Ne vale sempre la pena.. 🙂 un baciotto stritoloso..Dolce giornata.

    “e come e` sempre tardi per amare e l’amore e` la pena da scontare per non voler restare soli e meglio e` amare e perdere che vincere e non amare mai”
    (Claudio Baglioni – Mai piu` come te)
    Preferisco ricordare con allegria o nostalgia qualcosa di passato – che pero` ho voluto – piuttosto che rimpiangere di non averci provato. Perche` il rimpiangere, lo lascio a chi ha smesso di crederci:-)
    Baciotto a te

  11. Gianni Gianni says:

    Marina :

    Mi puoi togliere sto smile che piange coi denti da vampiro?grazie..;)

    Fatto, ho rimesso i mostriciattoli:-P

  12. Gianni Gianni says:

    Marina :

    E,riguardo al perdono..solo quando lo sentiamo veramente possiamo andare avanti altrimenti non riusciremmo a guardarla neanche in faccia l’altra persona che si trasformerebbe da ogetto amato a “pomo della discordia..”Dio poi..Lui vede tutto..:)

    Assolutamente si`, ma sono andato oltre, direi che questi tre mesi sono stati davvero redditizi per la mia crescita personale:-)

  13. Valerio Valerio says:

    Gianni :

    Valerio :
    e a volte, ci si chiede anche se si è fatto tutto il possibile per far si che altri non abbiano sensi di colpa per le loro azioni. Troppo buoni per pensare di essere totalmente dalla parte della ragione, anche se l’evidenza è un chiaro riflesso di ciò che è stato.

    L’evidenza lascia tracce sommarie quando è la fine della corsa, purtroppo. Perché l’evidenza è sempre e solo ciò che si vuole vedere, non quello che realmente è quando nasce da un insieme. Si va avanti per conclusioni sommarie quando i termini sono questi, ma c’è sempre una verità, la nostra.

    Segni invisibili che rimangono impressi più delle cicatrici. Ma come hai detto, anche questi segni inizieranno a far parte del ciclo che ci trasciniamo dalla nascita: la vita.

Rispondi