Era da molto che non mangiavo

davanti al computer, mi riporta un po’ a quando ero un bambino e rientrando da scuola mi piazzavo davanti alla televisione a guardare i cartoni – non l’avevamo in cucina – e mamma, ormai stremata da quella mia abitudine, mi portava il pranzo in camera. E oggi ho cucinato io.
Tralasciando l’angolo della nostalgia, come preannunciato, il progetto al quale ho collaborato con tanta passione è finalmente attivo e spero dia indietro i frutti sperati.
C’è una cosa che mi piace di me, da matti, la voglia e l’ossessiva capacità che ho di rimettermi in corsa e portare avanti i progetti che ideo o dei quali entro a fare parte. Ecco, ho milioni (miliardi?) di difetti, qualche volta riesco, qualche volta no, ma il mio impegno c’è ed è costante.
Sapete quella pigrizia che in tanti lamentano non portando avanti qualcosa che cominciano? Ecco, a me manca.
Ieri notte, prima di addormentarmi, ho ripensato a diverse cose che sono accadute e che stanno accadendo e sulle quali potrò comunque intervenire, ciononostante su alcune di queste non mi sento ancora pronto ad agire e mentre in passato mi frustravo (e frustavo), oggi accetto che le cose facciano il loro corso: le prese di coscienza, no?
Ad un amico, qualche giorno fa ho detto che il voler fare troppo a volte fa fare troppo poco.
Io so cosa voglio e so che ci arriverò in un modo o in un altro, che quello che è stato è stato, non lo posso cambiare, che l’orgoglio non serve a niente e che ho soltanto i miei oggi e i miei domani per fare di meglio, ma non biasimo le scelte di nessuno.
E tu? Sei felice? Tu senti che stai facendo la cosa giusta? Tu senti di star apponendo il corretto impegno per realizzare le tue cose? Senti di aver accettato il tuo passato? Di averlo scusato? Conosci sul serio il perdono?
Perdonare, già. Mi sono domandato spesso se è più grande la persona che sa perdonare o quella che si impegna nel rimediare consapevole del proprio sbaglio. Siamo stati tante volte entrambe le parti e tante altre nessuna.
È una giornata uggiosa, stamattina una è andata storta e una è andata bene, ora mi preparo e vado di nuovo a caccia di una risposta importante, per la scelta complicata che devo effettuare.
Sapete una cosa? Un po’ vi invidio: che mi conosciate o meno, venite qui e trovate tante riflessioni e tante domande, quasi davvero fosse un appassionante romanzo da godersi passo passo, mentre io quanto scrivo lo vivo davvero.
C’è stato un altro presente in cui c’era una persona che sapeva capirmi al volo, pure se a volte mi prendeva coi modi sbagliati: sembra passato tanto, tanto tempo.
A domani.

Se vi ho deluso, chiedere scusa non servirà a niente.
(Tiziano Ferro – La fine)

This entry was posted in Gianni D'Ambra and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

6 Responses to Era da molto che non mangiavo

  1. Sere says:

    Mi piace troppo quando ricordi il te bambino…

  2. nonconta says:

    Ne hai scritte di verità, Già.

  3. Gianni Gianni says:

    @Sere
    “Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano.”
    Io provo a non dimenticarlo 🙂

    @nonconta
    Punti di vista, se mai: le verita’ sono evidentemente soggettive:-)

  4. ale says:

    buongiorno gianni!:):)
    che bello trovare questo post appena sveglia!:) non ho potuto fare a meno di leggere con attenzione le domande che poni.. io non so se sono felice.. se sto facendo le cose giuste e se sono capace di perdonare il passato! però so che ce la metto tutta!!
    secondo me cmq va ammirato quello che si impegna per superare i propri sbagli e farsi perdonare! cmq è vero.. per me venire qui è un pò come leggere un romanzo per riflettere sulla mia vita..come per confrontarla.. ti ringrazio di questo..:):)
    gianni una domanda viene spontanea.. poi se vuoi non rispondermi! quella persona che sapeva capirti era follia?
    un bacioneeee!:):)

  5. Gianni Gianni says:

    Ciao Ale, scusa la risposta tardiva, ma ero preso con la novita’ della giornata:-) Io credo che certe domande dovremmo porcele quotidianamente, per sapere come stiamo andando, se ci stiamo dando quello che dovremmo sul serio darci.
    Rimango dell’idea che essendo a volte sia quelli che perdonano, sia quelli che devono essere perdonati ed essendo coscio del grande lavoro dietro, beh, io stimo ambo le parti:-)
    Era lei, si’, bacione a te:-)

  6. ale says:

    me lo sentivo.. non scrivevi più di lei:)

Rispondi