È un inizio settimana come tanti ce ne sono stati

e tanti ce ne saranno, con l’idea d’infinito che ci portiamo dietro per credere che sia tutto possibile, dimenticando il momento e affabulandoci nel pensiero del poi, tuttavia i momenti andrebbero vissuti con enfasi, assaporarli fino al nocciolo, spolparli, rompergli il culo.
Alcuni pensieri devono essere trattenuti, non esposti, glissati, perché viceversa potrebbero ferire, distruggere, allontanare; eppure quei pensieri limitati, lì, conservati, sono quanto di più sincero possediamo, sono la verità che per quieto vivere o che magari per paura facciamo finta di non avere. Non vuoi ferire un genitore, chi ti è accanto, un fratello, un amico.
Il tuo odore e la tua pelle sono indelebili, sono il motivo per cui sono stato capace di amarti, tempo o non tempo, e le cose finiscono pure quando – sicuro – dai per assodato il contrario. L’evoluzioni di evoluzioni che tutto si fottono.
È la vita, dicono.
Si fa in tempo giusto a guardare – distratti e arrabbiati – la tristezza e la disperazione di quei poveri diavoli che manifestano sfilando strade il diritto a quel lavoro che gli è stato sottratto con tanta superficialità.

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