E come il vento che spazza le strade,

così il tempo si porta via i pensieri. Si riaffacceranno, ovviamente. Le nostalgie ci mettono un istante a farsi notare. Un nome, una parola, un luogo, un gesto, una canzone. Perdono di forza però, non hanno la stessa intensità delle prime volte, s’impara a conviverci. Invecchiano pure, incameriamo altri dati, altre sensazioni, nuove riflessioni. Le persone che non c’erano e che ora ci sono, prendono il posto di quelle che sono andate: un via vai di sguardi e voci sconsiderato, che se non avesse intervalli medi potrebbe quasi stordirci. Anche se i vuoti acquisiti non vengono quasi mai riempiti, tutto al più si sommano in caso di ulteriori partenze. Mi bastano poche persone adesso, quelle che sanno capire, che non sono lì a pressare, a spingere su ulteriori strade, che sanno accettare che so da me che cosa voglio e che cosa non voglio, perché di peso mi sono strattonato di nuovo sul mio percorso, quando per rifiatare mi ero seduto agli argini per qualche giorno. Ero lì, nel bel mezzo del tutto e del niente, nella commemorazione di un passato che non tornerà, nell’esaltazione dei successi conseguiti, così, a fumarci sopra, quasi che potessi appagarmi di quanto avuto finora. Ma lo sapevo: stavo mentendo a me stesso. Ci voleva uno strattone, appunto, e uno strattone, si sa, non è mai piacevole da subire. Perché non è vero che c’è tutto il tempo per fare ogni cosa, è una bugia che ci ripetiamo – e che ci ripetono spesso – per giustificare una debolezza, un passo non compiuto, una realizzazione non conseguita. Come non è vero che quanto è stato ha valore maggiore di quanto sarà: un ricordo – pure se il migliore – non varrà mai l’emozione di qualcosa che si vive nel momento, poiché tangibile adesso. Mi dispiace se ho fatto impensierire qualcuno più del dovuto, ma ogni tanto anche io ho bisogno di recuperare, di fare il punto, comprendere, analizzare, metabolizzare, per dare quello che so dare.

Di nuovo sulla mia strada.

Questa è la mia vita,
certi giorni non si batte ,
certi altri meno: è così che va per tutti.
Certi giorni è poca,
certi giorni sembra troppa
e invece non lo è mai
(Ligabue – Questa è la mia vita)

This entry was posted in Canzoni, Gianni D'Ambra, Spiegazioni and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

2 Responses to E come il vento che spazza le strade,

  1. Valerio Valerio says:

    Nonostante ti avessi visto fermo nella corsia d’emergenza, sull’autostrada della vita, non ho avuto il minimo dubbio che tu riuscissi a ripartire. Convinto che non avresti chiamato il soccorso stradale, perché il danno era tale da essere risolvibile da sé. Perché se di vero aiuto avresti avuto bisogno, mi sarei fermato per primo, non appena accorto della gravità.

    E’ stato un pit stop, di quelli veloci come nelle corse di Formula1, che visti da fuori sembrano sempre più lenti di quello che sono. Hai lasciato che gli altri facessero giri in più, che ti sorpassassero e doppiassero. E seppure questa non è una gara ed ognuno va per la sua strada, riprenderai il distacco ora perso, per riacquistare la tua posizione.

    Lo vuoi un passaggio o prendi Maggie? 😉

  2. Gianni Gianni says:

    Mi serviva qualche giorno, troppe cose che si succedono e altre che ritornano e dovevo fare il punto, di nuovo. Non si finisce mai di apprendere, mettere in pratica, riproporre. Una giostra che continua i suoi giri, solo che ogni tanto devi cambiare i soldi con i gettoni per ricominciare. Se qualcuno mi ha superato, se qualcun altro e’ rimasto indietro, poco importa, la corsa la faccio soltanto su me stesso 🙂
    Si va a piedi, c’e’ piu’ gusto nel raccogliere dettagli 🙂 Grazie, bro’

Rispondi