Ci sono giorni che bussano più forti,

anche se vorresti che scivolassero via come tanti altri. Ci sono domande che non riesci a mettere da parte, che provi ad eludere impegnandoti in altre cose, ma che lo stesso rimangono lì a logorarti. A volte mi sento un reduce da una guerra comunque vinta che non avrei però mai voluto combattere. Qualcuno ti dice: “tocca a te, amico.” E ti ritrovi in mezzo al campo di battaglia a sputare sangue per sopravvivere. Quando poi sfinito rialzi la testa – annaspando – e chiedi solamente un po’ di pace utile a rimarginare ferite appena aperte e ti riscopri invece di nuovo in mezzo ad un’altra guerra, beh, sentirsi provati e stanchi è più che legittimo. Forse, e semplicemente, dovrei essere in grado di non vedere, non sentire, non capire. Avere le percezioni ovattate, escludere il sesto senso, l’intuizione, e quell’attitudine al comprendere le cose già da pochissimi dettagli. Tuttavia, cambiare la nostra natura è quanto di maggiormente difficile potremmo chiederci. E poi per cosa? Per chi? Per un velleitario desiderio di superficialità? Basterebbe davvero? Forse. I forse però non fanno la felicità, le certezze, almeno, servono a scegliere una strada, valutare una direzione piuttosto che un’altra, capire da quale parte si stia andando. Ecco, io oggi ho bisogno di certezze, ho bisogno di assolutismi, di rendermi conto di essermi sbagliato davvero. Un bisogno elementare e urgente. Che certe vittorie, purtroppo, sono amare più delle sconfitte.

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2 Responses to Ci sono giorni che bussano più forti,

  1. Roberta says:

    ..non fare quello sbaglio, non perdere il tuo presente (su ogni punto di vista) per fissarti a pensare. è assurdo pensare. ok, è lecito, ma è assurdo. delle vecchie case vanno buttate le chiavi, specie se non si è vagabondi, specie se certi scatoloni li hai “dimenticati” in qualche stanza.
    (ti voglio bene) 🙂

  2. Roberta says:

    …vuole dare fuoco agli scatoloni.

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