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Tutto quello che resta

Anche se il mio lato sentimentale

– in questo momento –  non mi invoglia di certo a scrivere, questo post nasce per ringraziarvi di cuore per le emozioni che sabato scorso con la vostra presenza mi avete regalato. Essere nella posizione in cui ero è stato un autentico privilegio. Condividere questa passione con voi mi ha regalato emozioni intense che sono rimaste incise dentro. Probabilmente un po’ d’imbarazzo avrà tradito la mia consueta corazza, ma vi posso garantire che avere davanti lo spettacolo che eravate, con tutto il calore che mi avete trasmesso, ha avuto una valenza determinante che è andata  ben oltre le più rosee aspettative.
Spero di essere riuscito a ricambiare tanta fiducia con il romanzo che avete tra le mani.
Vi posso promettere fin da ora che con “Siamo proprio io e te” mi impegnerò – se possibile – ancora di più.
A chi può interessare, posso dire che anche a livello di informazione, rispetto a “Tutto quello che resta”, “Di un amore” ha conquistato velocemente i giusti canali, basta digitare il titolo del romanzo e il mio nome per trovarsi davanti molte agenzie che ne focalizzano la messa in commercio. La prima tiratura è andata, così come la riedizione per la versione integrale del primogenito. Come espresso durante la presentazione, sappiate che il vero applauso è per voi, perché siete stati voi che con il vostro esserci contribuite a spingermi in questo sogno.
Vi voglio bene, buon proseguimento di strada,

Gianni

Galleria immagini per la presentazione di “Di un amore”.

Comunicato stampa ufficiale.

Quanto tempo

e ancora.

N.B. Aggiornate tutte le pagine relative ai romanzi.

La verità è che ognuno pensa a sé,

che tutto al più possiamo spendere ulteriore tempo nel riflettere a quanto ci manca quel che non abbiamo e che non possiamo avere. Qualche volta siamo talmente tanto impauriti che siamo proprio noi a limitarci per non avere quanto desideriamo, bruciando possibilità enormi che poi nel proseguo pesano come macigni per il vuoto che lasciano.
Un peccato dover imparare a conviverci: basterebbe così poco.
Sì, siamo una bella accozzaglia di egoisti che si prodiga a fare finta di amare e volere bene, come se realmente ci interessasse delle esigenze altrui.
Non è una maschera, no, nemmeno è una facciata dovuta: lo facciamo tutti.
Quante volte si compie un gesto senza aspettarsi un certo ritorno per il semplice piacere di dare?
Poche. Proprio poche.
Normale routine: mi sorprende più scoprire le facce sorprese di chi ancora si sorprende.
Che sorpresa!
E vivere giorno per giorno limita i danni, concentra i pensieri sul momento, pone nella posizione di farsi meno domande, di veicolare l’attenzione su quanto si sente davvero, su quello che si ha voglia di fare e tutto sommato mi sta riuscendo bene: se vuoi esserci ci sei, se non vuoi esserci non ci sei. Non ho alcuna esigenza di rincorrere nulla, la libertà di essere liberi e non vincolati dai timori e dai bisogni altrui.
Mi riesce un po’ meno bene con te, onestamente, non fosse altro che quando parti sulla linea del massacro, per sgattaiolare dal tuo mirino pronto a colpire – giocosamente – e ripetutamente, compio delle vere e proprie evoluzioni: se tu avessi due gambe più lunghe, probabilmente, non riuscirei a gestirla.
Rido.
E la presentazione per “Di un amore“, se i libri arriveranno durante questa settimana, sarà per il 12 marzo, altrimenti, causa il concerto di un amico, slitterà di due sabati. Chi ci ha lavorato conosce i cambi in corsa dovuti per via delle tante cose che mi sono capitate proprio in queste ultime settimane: sono convito che fra quelle righe ci troverete un po’ di voi. Chiaramente alla presentazione sarà disponibile anche la riedizione di “Tutto quello che resta” per chi non l’ha acquistato anni fa e avrà voglia di scoprire il passato dei protagonisti della trilogia, tuttavia, non è necessario leggere il primo romanzo per assimilare il secondo: la parte iniziale di quest’ultimo snoda infatti gli avvenimenti trascorsi.
Ricomincia la settimana e forse questa sarà quella che metterà la parola fine a tutti i guai che abbiamo vissuto in ufficio: ringrazio chi c’è stato costantemente prescindendo un po’ il sé di cui sopra.

Io per te avrei voluto essere
tutto l’amore che non hai provato mai,
tutti i tuoi guai,
le cose che racconterai
a chi avrà avuto il mio tempo senza di te
(Anonimo Italiano – Senza di te)

Avrei voluto mantenere la promessa.

Non tanto quella di quando ti ho lasciato quell’incarto,

ma l’espressione sulla porta mentre andavo via senza dubbio rimarrà nell’album dei ricordi.
“Gestiscila” ho detto io.
Ridevi.
Ieri sera – quando sono rientrato – guardavo e riguardavo il romanzo dall’ultimo PDF preparato dall’editore e volente o nolente, ha un certo fascino, perché c’è un’enorme differenza tra l’immaginare, il pensare di fare e tra il vedere concretizzare sul serio una propria ambizione: non resta che attendere di avere le copie fisicamente tra le mani. A causa di alcuni problemi con la Boopen, sia la riedizione di “Tutto quello che resta” e sia “Di un amore”, saranno pubblicati con la Caravaggio ed è con loro che penso – a questo punto – di terminare la trilogia. Per motivi vari, il terzo romanzo sarà intitolato “Siamo proprio io e te”, che rispetto al nome che avevo pensato precedentemente, si sposa meglio con la trama che sta prendendo piede per il “gran finale”. Mattia crescerà ancora e rispetto al secondo avrà la bellezza di trentadue anni. Questo mi permetterà di avere una visione maggiormente realistica dei suoi pensieri e delle persone che gli graviteranno intorno.
E’ un giorno che conta pure questo, nel ritrovami ho ritrovato le piccole cose che mi ricordano quanto ho, quanto apprezzare quel che c’è sia importate. Nelle slide delle foto di tutta una vita – che se potessero parlerebbero – mi capacito di tutta la strada percorsa fin qui.
E mi piace che tu ci sia: con quei nostri botta e risposta siamo stati esilaranti, ma hai sulla coscienza il taglio che ho sul mento. Faremo i conti.
Avrei voluto toccare altri temi oggi, ma è stata una mattinata davvero piena e quindi ogni cosa è ridotta all’osso e salto anche gli allemaneti: roba da matti.
Per la cronaca, le varie pagine relative ai libri sono state aggiornate.
Buon proseguimento.

Il futuro è un libro ancora da scrivere,
di che cosa parli e per quante pagine
a nessuno è dato saperlo,
però vorrei che questo foglio bianco raccontasse di noi.
(Max Pezzali – Il presente)