..ci sono risvegli che non somigliano a niente.

..ci sono risvegli che non somigliano a niente.
Apri gli occhi e il mondo è lo stesso, ma qualcosa, dentro, è cambiato.
Non è tristezza, non è sollievo, è una specie di lucidità stanca, come se il sonno avesse portato via un pezzo di ciò che eravamo.
Ti alzi piano, provando a riconoscere le cose: un libro, la luce che filtra, il silenzio che ti precede.
Eppure tutto ha un contorno diverso, come se qualcuno avesse spostato di un millimetro la linea del tuo sguardo.
Ci sono mattine in cui il corpo arriva prima della mente, e resti a guardarti vivere da fuori, spettatore di un film che è soltanto tuo.
Ti rendi conto che non è il giorno a cambiare, ma il modo in cui lo attraversi.
Forse i risvegli servono a questo: a ricordarci che niente resta uguale, nemmeno noi, nemmeno quando giuriamo di essere gli stessi di ieri.
Perché ogni volta che riapri gli occhi, una parte di te resta indietro e un’altra, silenziosamente, comincia a nascere.

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