..alcuni legami non hanno bisogno di rumore, contatto. Ne riconosci la presenza anche nel silenzio, come un respiro che si allinea al tuo da un’altra stanza.
A volte ti penso, e so che ci sei — non perché ti vedo, ma perché qualcosa dentro si muove nella stessa direzione, suona nello stesso modo.
Stringo la tazza tra le mani, il calore mi attraversa le dita e il caffè scorre amaro nel palato.
È quel tipo di amarezza che somiglia al piacere: brucia, ma tiene svegli.
Certe anime si trovano così: per intuizione, per richiamo, per coincidenze che non sbagliano bersaglio.
Non serve spiegare, non serve dire.
Arrivano e basta.
E quando accade, anche il tempo smette di contare: resta solo quella vibrazione sottile che ti attraversa e ti ricorda che non sei solo, anche quando sembri esserlo.