..a volte non serve dire nulla. Alcuni silenzi arrivano già compiuti, carichi di tutto quello che non abbiamo saputo dire. Sul tavolo la tazza era ancora calda, e la riga di condensa sul vetro sembrava la traccia di un pensiero rimasto sospeso.
Mi ero chiesto se fosse andata via di fretta o se, invece, fosse rimasta a lungo a cercare di mettere a fuoco ciò che non riusciva più a riconoscere.
Forse è così che si rompe la calma: quando smetti di vedere le cose per come dovrebbero essere e inizi a scorgerle per come, inevitabilmente, sono diventate.
E l’equilibrio non è più un punto fermo, ma un movimento lento, un continuo aggiustarsi del respiro intorno a ciò che è necessario.