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Nunzio

Ottobre e l’autunno, si lasciano alle spalle

un’estate che per quanto mi riguarda non ho mai assaporato fino in fondo, preso dalle cose che per me contavano davvero, raramente mi sono abbandonato al viverla con un po’ di semplicità.
Si ripopolano le strade col traffico per andare a lavoro, i mezzi fra giovani studenti e impiegati malconci del weekend trascorso troppo in fretta, nei vagoni di cuori di storie nelle storie da portare avanti e tutte da scrivere.
In pochi giorni ci sono state milioni di evoluzioni e cambiamenti, alcuni dovuti, altri del tutti inaspettati, ma non è detto che da un male non ne nasca poi un bene.
Faccio un conto alla rovescia, anzi i conti alla rovescia sono due.
Cerco di non perdere nulla di vista, ci vorrebbero giornate doppie o forse un clone, un’ubiquità che purtroppo non esiste se non nella fantasia.
E l’augurio più grande va a quei due amici che ora sono alla volta dell’America: buon amore!

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Il weekend è scivolato via in fretta,

tanto che mi è sembrato di non aver mai staccato la spina. Di solito preferisco subire un po’ la lentezza delle giornate per avere davvero la sensazione di essermi fermato.
Di Venerdì sera non ho ricordi (?) mentre Sabato sera dopo una mangiata d’altri tempi abbiamo fatto chiusura al John Bull anche con mio fratello col quale sono rimasto a parlare fino alle quattro e passa sotto casa. Poco prima di cadere (sfinito) sul letto trovo il messaggio che più di altri attendevo e che mi ha regalato sogni sereni. Domenica a mezzogiorno ho aperto gli occhi e superato un pranzo fatto di mezzo piatto di pasta, mezzo piatto d’insalata e mezzo bicchiere d’acqua (una giornata di mezze porzioni) mi sono ripreso con una buona doccia e avviato con Manu e Nunzio (sì proprio la coppia perfetta citata nel mio libro) a parco Leonardo/Da Vinci. Completato il giro per negozi, abbiamo cenato da McDonald’s e siamo tornati a casa. Ed eccoci al Lunedì, croce e delizia dei lavoratori non turnisti di tutto il mondo. Ci sentiamo con un attimo in più di calma, oggi non è giornata da scaldare la sedia e basta. Per la cronaca, su Facebook, se mi cercate sono iscritto come Gianni D’ambra, ovviamente. Buon inizio di settimana a tutti.

Il weekend se ne è andato in fretta,

portandosi via le aspettative e i momenti di calma vera che generalmente durante la settimana vengono meno. Si ricomincia da dove ci eravamo lasciati, gli oggi passati agli ieri e i domani passati agli oggi. Che poi la mia polemica col tempo che passa non credo cesserà mai. Sarà che quando sei un ragazzino non ci fai proprio caso, che in adolescenza sei così preso dal cazzeggio generico dell’età che ti sembra servi solamente per scappare via dalle lezioni, chissà come e quando mi sono accorto che il tempo invece ha un senso e che non è procrastinabile. Ma tant’è. Sabato mi ha fatto piacere passare qualche ora in compagnia di Manuela e Nunzio, era almeno un mese che per i motivi più disparati non ci vedevamo e siamo finiti a  mangiarci una pizza da “Fratelli la  bufala” che ho scoperto essere un franchising. Ieri poi in un momento di pigrizia bradipesca – come non coniare nuovi termini – ho passato il pomeriggio a vedermi su Steel la trilogia di Ritorno al futuro: nonostante siano passati tantissimi anni dalla prima volta che ho avuto modo di vederli, rimango ancora incollato allo schermo come un bambino. Infine questa mattina sono riuscito a dare il romanzo alla ragazza della metro per avere un giudizio non fazioso su Tutto quello che resta: staremo a vedere cosa ne uscirà fuori. Intanto prosegue la stesura di “Di un amore”, la situazione si fa ingarbugliata e perché rispetto al primo sto utilizzando tutt’altro stile (sicuramente più maturo, graffiante, anche per via dell’età dei protagonisti) e perché sono molte storie da portare avanti e far intrecciare fra loro. Speriamo che entro il 2049 riesca a completarlo. Concludo ripensando agli attimi di disagio provati sempre sabato sera in serata. Mi spiace sempre quando succede, perché stare dall’altra parte e prendersi un “no, grazie” anche se detto nella maniera migliore, è sempre un colpo. Buon inizio di settimana a tutti. È tempo di cominciare.

Video dal mio compleanno

Dopo qualche peripezia, sono riuscito ad estrapolare alcuni flash delle riprese durante la cena per il mio compleanno. Qui eravamo appena arrivati, ho dovuto censurare alcune cose (vero Ema?^^)…e ci sono mi pare Manu, Nunzio, Ema e Fulvio:

A seguire sono andato ad indagare in una macchina sospetta:

Una panoramica alla tavolata di amici, anche se qualcuno è venuto a “mancare” strada facendo.

Per finire, per il momento, il video in cui a riprendere è Luca.

Per il momento è tutto, a presto!

E se la vita fosse una strada,

ammetto che impugnerei un binocolo in mano per dare un’occhiata più avanti per andare a scoprire qualcosa di quello che sarà. Chissà, chissà cosa sarà.
Chissà quali altre felicità, chissà quali altre corse. Chissà quante volte non dormirò per un’urgenza del cuore, per un’ansia trattenuta dentro. Chissà quante volte di nuovo piegato a raccogliere i pezzi. Chissà se saremo un po’ meno soli. Se riusciremo a leggerci un po’ dentro e non avremo  bisogno di queste pagine virtuali per esternare qualcosa. E poi chissà se un Governo riuscirà a farmi credere che la politica non sia tutta da scaricare nel cesso. Chissà se la superficialità che così tanto bene si palesa nelle nostre vite, passerà in secondo piano. Chissà se riuscirò ad incantarmi ancora. Se qualcuno acquisterà il mio libro, se qualche mio singolo passerà per radio.
Chissà se avrò un amore per sempre.
Chissà se avrete ancora voglia di ascoltarmi. Chissà se Manu e Nunzio alla fine riusciranno a sposarsi. Chissà se Fuffo non mi si sposerà con una che gli abita accanto, chissà quando Ema, mi si darà latitante al John Bull perché innamorato cotto di qualcuna. Chissà se Ila riuscirà ad essere un po’ meno disponibile per gli altri, se Silvia riuscirà a perdonarsi davvero. Chissà quale strada troverà Luca e chissà se Luca grande riuscirà a tranquillizzarsi un po’.
Io non lo so, cosa sarà. Non lo so che serenità troveremo e se mai ne troveremo. Però, davvero, non possiamo proprio sapere cosa sarà lì avanti. Quel che e’ stato fatto ormai  non può cambiare e come spesso ho scritto, poteva andare meglio di così, ma anche molto peggio.