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Luca grande

Sei cambiata, decisamente diversa,

di sicuro non splendida come ti propongono i miei ricordi quando random ti vanno a riprendere. L’effetto non è stato quello devastante di una stretta allo stomaco, non mi hai tolto il fiato, semplicemente eri tu, con una distanza così netta da quelli che eravamo insieme, che due sconosciuti avrebbero potuto offrirsi emozioni maggiori. Va che – come al solito – trascorsi i tempi giusti, i sentimenti sfumano, tutto l’amore provato si contrae in qualche immagine del passato e quello che resta è una fisionomia conosciuta, niente più. Le farfalle che avevamo nello stomaco sono ormai riverse a terra, essiccate. Stiamo bene così e non ce ne voglia il mondo se l’abbiamo deluso non riuscendo nell’intento comune di allora.
Questo post non è monotematico, volevo dare risalto all’importanza di alcune persone che con il loro apporto su campi diversi e in maniera decisamente diversa, mi aiutano e spronano costantemente.
Faccio del mio meglio, come sapete non è sempre semplice essere al massimo, ma ci provo ininterrottamente: il tentativo è di non deludere le vostre e – soprattutto – le mie aspettative riguardo i progetti che ormai sono più che evidenti.
Dunque, grazie a Francesca M., Ludovica, Claudia., Loretta, Cristina L., Chiara P., Fausta, Wanda, Cristiana, Diana, Greta, Ona, Denise, Ketty e Anto
Ancora, voglio ringraziare gli amici che mi sopportano da più tempo, quelli che quando c’è bisogno mi prendono letteralmente a calci nel culo, ogni tanto – innegabilmente – fa bene e mi sostengono: Silvia, Manuela, Valerio Luca, Cristina B., Roberta, Luca grande, Fulvio e il Deca.
Qualche persona l’ho persa per strada, succede, non è facile starmi dietro, combattere con i miei umori, con quel mio modo di fare che a volte è stato motivo di discussioni e rotture varie. Giuro che al miglior me ci lavoro ogni giorno. Spero, presto o tardi, di riuscire a sistemare anche con voi e nel caso in cui non riusciremo, sappiate che ce l’ho messa tutta.
Infine, l’ultimo pensiero va a te, che ci sei e che sai impuntarti nella mia emotività.
A venerdì.

..Per ogni giorno, ogni istante,
ogni attimo che sto vivendo:
grazie mille..
(Max Pezzali – Grazie Mille)

Roma spoglia d’Agosto,

Roma calda, umida e affannata. Roma di treni che partono con lentezza, di gente che è scomparsa altrove, di rumori che danno meno fastidio, Roma un po’ isolata. Roma di un lunedì che ti prende solo per dovere. È passato in fretta il weekend. È passato con la cena a casa di Luca grande di Venerdì sera, tra risate, pettegolezzi e troppo, troppo vino; con i festeggiamenti di Sabato per il compleanno del trittico Germano-Sandro-Roberto e con la discoteca a seguire; con la Domenica al mare in una situazione di stress cumulativo d’alti (altri?) livelli; con la ricerca disperata di un posto dove cenare per poi rifugiarsi al McDonald’s sulla Colombo; con il pensiero alla ragazza della metro che oggi alla fine non ho incontrato; con le risate incontrollabili e le malinconie degli ieri appena appena avvertibili. Se ne va il tempo e cambiano le priorità, come si rimescola tutto per trovare la soluzione giusta per ogni cosa. Perché dire che tutto va bene è prendersi in giro, come lo sarebbe dire l’esatto contrario. Conta cercare di rimanere in attivo, far funzionare le cose meglio che si riesce, cercare di sentire il minor peso possibile addosso. Non smanio per nulla, non ho urgenze particolari, ci sono dei vorrei che restano lì, qualcuno diventerà realtà, qualche altro sfumerà o lascerà il posto ad altri vorrei. A volte la vita ci piace, altre meno. Bisogna un po’ prenderla come viene, capire quanto e cosa bisogna variare e se lo si capisce, in quale modo farlo. Nulla è perfetto anche se vorremmo che tutto lo fosse. La donna perfetta, la famiglia perfetta, la casa perfetta, il lavoro perfetto, l’amico o l’amica perfetto/a, la macchina perfetta, il romanzo perfetto. Ma non si può richiedere perfezione quando noi stessi siamo imperfetti. Va così, proviamo a migliorarci un po’, potrebbe essere sempre un passo in più per avvicinarci alla perfezione e a qualche sogno realizzato.

Video dal mio compleanno

Dopo qualche peripezia, sono riuscito ad estrapolare alcuni flash delle riprese durante la cena per il mio compleanno. Qui eravamo appena arrivati, ho dovuto censurare alcune cose (vero Ema?^^)…e ci sono mi pare Manu, Nunzio, Ema e Fulvio:

A seguire sono andato ad indagare in una macchina sospetta:

Una panoramica alla tavolata di amici, anche se qualcuno è venuto a “mancare” strada facendo.

Per finire, per il momento, il video in cui a riprendere è Luca.

Per il momento è tutto, a presto!

E se la vita fosse una strada,

ammetto che impugnerei un binocolo in mano per dare un’occhiata più avanti per andare a scoprire qualcosa di quello che sarà. Chissà, chissà cosa sarà.
Chissà quali altre felicità, chissà quali altre corse. Chissà quante volte non dormirò per un’urgenza del cuore, per un’ansia trattenuta dentro. Chissà quante volte di nuovo piegato a raccogliere i pezzi. Chissà se saremo un po’ meno soli. Se riusciremo a leggerci un po’ dentro e non avremo  bisogno di queste pagine virtuali per esternare qualcosa. E poi chissà se un Governo riuscirà a farmi credere che la politica non sia tutta da scaricare nel cesso. Chissà se la superficialità che così tanto bene si palesa nelle nostre vite, passerà in secondo piano. Chissà se riuscirò ad incantarmi ancora. Se qualcuno acquisterà il mio libro, se qualche mio singolo passerà per radio.
Chissà se avrò un amore per sempre.
Chissà se avrete ancora voglia di ascoltarmi. Chissà se Manu e Nunzio alla fine riusciranno a sposarsi. Chissà se Fuffo non mi si sposerà con una che gli abita accanto, chissà quando Ema, mi si darà latitante al John Bull perché innamorato cotto di qualcuna. Chissà se Ila riuscirà ad essere un po’ meno disponibile per gli altri, se Silvia riuscirà a perdonarsi davvero. Chissà quale strada troverà Luca e chissà se Luca grande riuscirà a tranquillizzarsi un po’.
Io non lo so, cosa sarà. Non lo so che serenità troveremo e se mai ne troveremo. Però, davvero, non possiamo proprio sapere cosa sarà lì avanti. Quel che e’ stato fatto ormai  non può cambiare e come spesso ho scritto, poteva andare meglio di così, ma anche molto peggio.

Anno nuovo, vita nuova?

“A Gia’! Ma che te lo devo di’ io?” Oddio il Tozzi quanto ha fatto ridere! “Vai a botta sicura!”
È stato un capodanno all’insegna delle risate, di quelli che dici: “Oh! Se inizia così, andiamo proprio bene!”. Il punto era che Ema, Fuffo e gli altri sono andati fuori Roma ed il 31, seppure per mezza giornata, ho lavorato e non avevo troppa voglia di mettermi in macchina una volta tornato a casa. La prima alternativa possibile era di andare a casa di Giulio, ma ritrovarmi in mezzo a cinque coppie non era proprio quello che mi aspettavo per sfanculare l’anno appena passato. Mi rimanevano altre possibilità come un casale in toscana con Sandro il biondo ed i suoi amici e le sue amiche salseri/e e Luca grande con la sua comitiva (anche detta la corte dei miracoli^^). Scartata la situazione Toscana per ovvi motivi, mi sono accordato con Luca per stare con lui e i suoi amici, dunque. Amici che avevo avuto già occasione di intravedere e conoscere quest’estate in una serata (rap?) al Delfino e nei fine settimana al John Bull. Stavo troppo in forma per imbarazzi di sorta, all’appuntamento al bar Niagara con Luca, c’erano Paolo e il Milan (sì sì, è un soprannome, recentemente costui vista la sua fede calcistica rosso/nera è stato a Tokyo da solo per la coppa intercontinentale, vinta appunto dal Milan). Milan che evidentemente mi ha trovato subito simpatico perché mi ha raccontato un po’ tutta la sua vita degli ultimi anni, ma una cosa la sapevo già da me, che sta con una bellissima ragazza che lavora in Alitalia, sorella di un mio conoscente e che ci avrebbe raggiunto direttamente a casa di Roberto, dove stavamo appunto andando.
Sotto casa abbiamo incontrato il citato Tozzi, la ragazza Simona e due ragazze amiche di quest’ultima, Roberta e Rosa.
Siamo saliti a scaglioni e a poco a poco abbiamo sistemato casa. Tavoli, sedie, alimenti, tovaglioli, bicchieri.
“Quanti siamo?” Nessuno ne era certo, alla fine, a ricordo, ne conto una quindicina, compreso me.
L’attesa è stata lunga, perché la ragazza del Milan sarebbe arrivata intorno alle dieci cosi come Roberto (il padrone di casa) ed altre sue due amiche. Ho finito per piazzarmi in cucina, dove tre delle donne stavano preparando da mangiare insieme a Luca.
Sono partito a simpatia, sondando il terreno, vedendo come si poteva gestire la situazione e in poco più di un’oretta un po’ tutti riutilizzavano le mie solite uscite “mi sento frustrato”, “non è come sembra”, “è un momento difficile”. Ho evitato di utilizzare le datate “oh santo cielo” e “è la vita che accade” ^^ quelle le lasciamo all’anno scorso.
Così ho finito per ritrovarmi un po’ al centro dell’attenzione, in continuo punzecchiamento (ok si dice flirtare nei tempi moderni ^^) con Rosa.
La cosa non è passata inosservata ai più e Simona mentre cucinava ridacchiava dicendo “c’è feeling” e io ribattevo da classico rompiscatole, che con una così non ci avrei passato mezza giornata della mia vita, prendendomi chiaramente pugni e schiaffi dalla diretta interessata ^^
Sono arrivati poi anche Roberto, le sue due amiche e la ragazza del Milan.
Brindisi su brindisi e le risate erano sempre più sincere, serene.
Alla battuta: “se mia madre sapesse che sto passando il capodanno con voi, non mi avrebbe mai fatto uscire da casa”, ho conquistato definitivamente tutti.
Non sapevo piu’ dove mettermi, che fare, ad istinto cercavo Rosa, ma un po’ tutti cercavano me ed il tempo è volato. A mezzanotte la situazione era da pepepepepepe-pepepepepepe! ^^
Musica scelta a casaccio dai cd di Roberto, video improponibili su Youtube, “mitici” assoli da provetto  ballerino Tozzi, al centro della sala.
E baci e abbracci e brindisi. Le telefonate, gli auguri. Il primo messaggio è stato per Silvia chiaramente, a seguire tutte le persone che mi sono venute in mente e che mi sono piu’ a cuore.
E il Tozzi che mi girava intorno e come d’apertura mi diceva: “A Gia’ ma che te lo devo d’ io?”  Mi ha fatto di una simpatia infinita. Non me lo doveva dire, so come funzionano certe cose, ma pensavo a torto o ragione, che provarci con Rosa in maniera concreta, avrebbe tolto tutta quella leggerezza, tutta quella allegria  naturale, quell’empatia che stavamo vivendo.
E infatti ore dopo, il momento dei saluti è stato molto intenso: “grazie per tutti i sorrisi che mi hai strappato, non sai quanto ne ho bisogno”. Le ho sorriso di rimando e l’ho abbracciata augurandole sinceramente un buon anno.
Forse sono io che mi sono sentito in pace col mondo o forse era davvero tutto reale, ma ho vissuto veramente un bel capodanno, nonostante tanti dubbi, le incertezze degli inizi, quando la confidenza è ai minimi. È stato bello sentire da piu’ parti “Gianni è una forza, menomale che c’era Gianni”. Ma non per le mie riconosciute manie di protagonismo, ma perchè, evidentemente, sono riuscito a dare un contributo concreto e ho lasciato qualcosa di me a tanti di loro. Io ci ho provato,  ho provato a metterci tutto l’impegno che ho potuto e mi sono lasciato andare quando ho creduto di aver fatto abbastanza.
Ci sono state diverse scene che andrebbero ricordate, tanti momenti in cui sono stato spettatore, dove mi sono assentato un attimo a pensare, fare bilanci.
Il 2007 è stato l’anno dei cambiamenti inaspettati, forse inizialmente non sono riuscito ad apprezzarli, ma senza questi, alcune cose non sarebbero cambiate, non le avrei mai vissute. Come appunto il capodanno appena trascorso. Non lo so se è meglio o peggio, non lo so se sarò pienamente felice tardi o presto, ma sono certo che merito di più, perchè voglio di più, sempre di più. Esigente, vero, ma io ho solo questa vita.
E allora ad ognuno di voi, a tutti quelli che passano di qui, agli amici che fanno parte della mia vita di tutti i giorni. Di cuore, buon inizio!