Sono morto molte volte,

tante che nemmeno le ricordo più e in qualcuna di queste sono stato sul serio convinto che quel battito del cuore fosse l’ultimo.
Mi sono sbagliato, sempre.
Ogni Gianni, ogni versione di me, è andata rubata dal tempo che ingoia tutto senza fare complimenti: non gli interessa il bene e il male, il bello e il brutto che hai potuto.
Con il viso nascosto fra le mani,  lasciando il mondo in disparte, ho costruito le motivazioni per superare le difficoltà che ho attraversato, con la voglia di stupirmi ancora e raccogliere quanto sarebbe arrivato dopo.
Poi sei arrivata tu, oppure c’eri da prima e ci sarai anche dopo.
Io non cedo un passo.
12.375 giorni di viaggio, giorni di ogni tipo, trascorsi nell’euforia di conquiste e del dolore della sconfitta e nell’impossibile bilancio. Io rivivrei tutto, per arrivare di nuovo alle consapevolezze attuali. E questo post – puntuale come ogni anno – non è per celebrare questi 33 anni appena arrivati, ma per ringraziare tutti voi si essere stati presenti, soprattutto le persone logisticamente lontane, di aver preso e lasciato qualcosa, di camminare con me – almeno a tratti – questo percorso così affascinante che chiamiamo vita.
Alcuni di voi lo sanno, è  un periodo davvero intenso per cambiamenti, evoluzioni personali, interiori e non, sarò più specifico in futuro e ci sarà ancora tanto, tanto da fare e sarò contento se vorrete restarmi accanto.

Il fine, conta necessariamente più del mezzo.


..Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
respirare i tuoi silenzi dentro un giorno nuovo.
Non vedi che è facile?
Non vedi che è inutile?
Scordarsi di credere ai vecchi difetti..
(Marta Sui Tubi – Vecchi difetti)

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